nuovi impianti di riscaldamento e piano decoro
La riqualificazione degli impianti termici segna l’avvio di un percorso più ampio di rifunzionalizzazione degli spazi comuni nei complessi di edilizia residenziale pubblica.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione Lazio è ambizioso: trasformare le aree Ater, troppo spesso associate a degrado e presenza criminale, in luoghi di vita cittadina attiva, restituiti ai residenti e al territorio.
Efficienza, legalità e socialità: le tre direttrici del progetto
A delineare le linee guida dell’intervento è l’assessore regionale alle Politiche abitative Pasquale Ciacciarelli, che individua tre direttrici fondamentali su cui si muoverà l’impegno della Regione.
La prima riguarda l’efficienza energetica. La sostituzione degli impianti consentirà di migliorare le condizioni di abitabilità degli alloggi e di ridurre sprechi e costi per le famiglie residenti, garantendo un servizio adeguato e continuativo.
Accanto agli interventi strutturali, l’attenzione è rivolta anche al tema della legalità e del decoro urbano.
L’obiettivo è rafforzare il controllo e il monitoraggio degli spazi comuni per prevenire occupazioni abusive e contrastare fenomeni di microcriminalità, restituendo sicurezza ai quartieri.
Il terzo asse è quello della socialità e della cultura, considerato centrale nel processo di rigenerazione.
In questo senso, viene indicata come modello virtuoso la Scuola Popolare di Musica di Donna Olimpia 30, esempio di presidio sociale capace di integrare attività culturali e partecipazione civica all’interno delle case popolari.
Il lavoro di squadra tra istituzioni
L’operazione nasce da una sinergia istituzionale che coinvolge più livelli amministrativi. La Regione Lazio si occupa della programmazione e del finanziamento delle politiche abitative, mentre Ater Roma, attraverso il commissario Orazio Campo, cura la gestione tecnica degli interventi.
Fondamentale anche il ruolo del Municipio XII, impegnato nel coordinamento territoriale sotto la guida del presidente Elio Tomassetti.
«Vogliamo che il patrimonio di edilizia residenziale pubblica torni a essere parte integrante della città», ha sottolineato Ciacciarelli. «L’obiettivo è superare la ghettizzazione attraverso la cura degli spazi e il potenziamento dei servizi, restituendo dignità e opportunità a chi ci vive»
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