Nuova Tesla economica in arrivo? Cosa sappiamo sul SUV compatto
Per chi guarda alle auto elettriche con interesse ma frena davanti ai prezzi dei modelli più noti, le ultime indiscrezioni su Tesla suonano particolarmente rilevanti. Secondo fonti riportate da Reuters, l’azienda starebbe lavorando a un nuovo SUV compatto più piccolo e economico rispetto ai modelli attuali.
Non parliamo di un semplice restyling di Model 3 o Model Y, ma di un’auto inedita, pensata per competere in un segmento dove i costruttori cinesi stanno spingendo forte con listini aggressivi. Il progetto, però, è ancora nelle prime fasi e non ha alcuna conferma ufficiale: meglio considerarlo come un segnale di dove potrebbe andare la strategia di Tesla, non come un prodotto in arrivo a breve.
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Un SUV più corto, leggero e con batteria ridotta
Le fonti citate da Reuters parlano di un SUV compatto lungo circa 4,28 metri, quindi nettamente più corto di Model Y (circa 4,8 metri). Un formato più vicino alle crossover urbane che popolano le città europee, con l’obiettivo di contenere ingombri e costi.
Per ridurre il prezzo finale, Tesla punterebbe su alcune scelte precise:
- Batteria più piccola, con conseguente autonomia inferiore rispetto ai circa 306–327 miglia dichiarati per Model Y.
- Un solo motore elettrico, e non due come nelle versioni a trazione integrale dei modelli attuali.
- Peso ridotto intorno a 1,5 tonnellate, contro i circa 2 tonnellate di Model Y.
Due delle fonti parlano di un listino sensibilmente più basso rispetto a Model 3, che oggi parte da circa 34.000 dollari in Cina e 37.000 dollari negli Stati Uniti (intorno ai 32.000–35.000 euro al cambio, tasse escluse). Non ci sono cifre precise, ma l’obiettivo sembra quello di colmare il vuoto lasciato dal famoso progetto della Tesla da 25.000 dollari, poi abbandonato.
Produzione in Cina (e forse non solo)
Tre delle persone interpellate indicano la fabbrica di Shanghai come sede principale per la produzione del nuovo SUV. Lo stabilimento cinese è già il cuore della capacità produttiva Tesla e rappresenta un punto di partenza logico per un modello che punta a volumi elevati e costi compressi.
Una delle fonti aggiunge che Tesla avrebbe in mente di estendere la produzione anche a Stati Uniti ed Europa, probabilmente per ridurre dazi, tempi di consegna e dipendenza dalla sola Cina. Al momento, però, non esistono date credibili: le stesse fonti escludono un avvio della produzione entro il 2026, e Reuters non è in grado di dire se il progetto abbia già ricevuto il via libera definitivo.
Va ricordato che Tesla ha una lunga storia di prodotti annunciati o mostrati come concept e poi rinviati all’infinito o mai arrivati davvero sul mercato: basti pensare alla nuova Roadster o al camion Semi, presentati nel 2017 e ancora lontani da una vera produzione di massa.
Tra guida autonoma e volante tradizionale
Il nuovo SUV compatto non sarebbe solo una questione di dimensioni e prezzo, ma anche di filosofia. Dopo aver cancellato nel 2024 il progetto dell’auto economica per puntare tutto su robotaxi e robot umanoidi, Tesla ha spinto molto la narrativa della guida autonoma totale.
Secondo un dipendente Tesla citato da Reuters, l’azienda oggi progetta i nuovi modelli con l’idea che possano essere driverless, ma mantenendo anche la possibilità di una versione guidabile con volante e pedali. Un approccio ibrido che tiene conto di un dato di realtà: in molti mercati la guida autonoma completa resterà lontana per anni, sia per motivi tecnici sia per le normative.
In quest’ottica, il presunto SUV compatto potrebbe nascere con una piattaforma pronta per la guida senza conducente, ma configurabile anche come auto tradizionale. Una flessibilità utile per non lasciare ferme le fabbriche in attesa che le leggi si adeguino, e per continuare a vendere auto elettriche classiche in un momento in cui gli analisti prevedono per Tesla un possibile terzo anno consecutivo di calo delle vendite dei modelli attuali.
Il nodo dei modelli economici e il confronto con il passato
Fin dalla nascita, Tesla ha raccontato la propria missione come un percorso dai modelli di lusso alle elettriche accessibili per il grande pubblico, fondamentali per la riduzione delle emissioni.
Nei fatti, però, il cammino verso una vera Tesla economica è stato pieno di stop & go.
Dal 2020 Elon Musk ha parlato dell’obiettivo di arrivare a 20 milioni di auto l’anno entro fine decennio, quasi il doppio dei volumi di Toyota. Il tassello chiave doveva essere la famosa Tesla da 25.000 dollari, spesso chiamata Model 2 da fan e investitori. Nel 2024, però, Reuters ha rivelato che il progetto era stato accantonato, mentre restava in piedi solo una robotaxi sulla stessa piattaforma.
Nel frattempo, i concorrenti cinesi hanno iniziato a proporre elettriche molto più economiche, mettendo Tesla in difficoltà proprio sul terreno del prezzo. Quando l’azienda ha finalmente presentato le sue versioni “standard” di Model 3 e Model Y, si è trattato di varianti semplificate dei modelli esistenti, con sconti limitati: circa 36.990 dollari per Model 3 Standard e 39.990 dollari per Model Y Standard negli Stati Uniti. Cifre che molti investitori hanno giudicato ancora troppo alte per aprire davvero un nuovo segmento di clientela.
In questo contesto, un SUV compatto davvero più abbordabile rappresenterebbe una svolta rispetto alla linea seguita fino alla metà del 2025, quando la priorità dichiarata restava quella dei robotaxi come chiave per abbassare il costo per chilometro.
Cybercab e la corsa ai robotaxi
Sul fronte ufficiale, Tesla continua a spingere la comunicazione su robotaxi e robot umanoidi, elementi che contribuiscono a tenere molto alto il valore in Borsa dell’azienda, oggi intorno a 1.300 miliardi di dollari, ben oltre quanto suggerirebbero i suoi numeri finanziari.
L’ultimo tassello è la Cybercab, una robotaxi a due porte senza volante né pedali, presentata come concept nel 2024. Tesla sostiene di voler avviare la produzione del modello proprio in questo periodo, ma restano numerosi punti interrogativi: non è chiaro quando l’auto entrerà davvero in servizio né quando verrà venduta a clienti finali o usata in una flotta gestita direttamente dall’azienda.
Un dettaglio non secondario: secondo l’agenzia statunitense NHTSA, Tesla non ha ancora richiesto l’esenzione federale necessaria per vendere un veicolo privo di comandi tradizionali.
Un ulteriore segnale di quanto la visione della guida autonoma totale resti, per ora, più un orizzonte che una realtà industriale consolidata.
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