Nuova giunta Terni, l’attacco a Bandecchi: «Solo redistribuzione di fedeltà»

«Accettare supinamente che giochi di potere passino sopra le proprie teste, significa scegliere l’irrilevanza e l’inconsistenza, personale e istituzionale, così tradendo elettori e cittadini tutti. Per questo le forze che si propongono di costruire una alternativa, non potranno che prendere le distanze in modo netto e inequivocabile, oggi e per il futuro, da questa modalità operativa che di politico non ha praticamente nulla». Così a proposito delle note vicende del Comune di Terni Marco Ravasio e Andrea Difino, rispettivamente segretario comunale e provinciale di Umbria Civica Terni.
«Lo spettacolo che purtroppo va in scena a Palazzo Spada fin dall’inizio dell’era Bandecchi – commentano i due – si arricchisce di un nuovo atto. L’azzeramento della giunta – totale, quasi totale, poi di nuovo totale – non è un rilancio dell’azione amministrativa, ma la certificazione politica del fallimento di due anni e mezzo di mandato, segnati esclusivamente da proclami che tali sono rimasti. Nel linguaggio della propaganda si parla di ‘nuovo slancio’. Nei fatti, sembra piuttosto il tentativo di coprire falle ormai conclamate. Ancora più grave è l’annuncio di future collaborazioni per gli ex assessori all’interno delle attività imprenditoriali del sindaco. Una scelta che alimenta l’idea di una gestione padronale dei rapporti politici e istituzionali, dove il confine tra pubblico e privato appare sempre più sfumato. La politica non può essere estensione dell’impresa, né le istituzioni terreno di compensazione».
«In assenza di nuove energie dalla società civile – professionisti, imprese, associazioni – la nuova giunta, stando alle notizie riportate da alcuni organi di informazione tra i quali almeno uno ‘vicino’ al sindaco, sembra profilarsi come una cerchia ristretta di fedelissimi. Alcune figure verrebbero addirittura spostate da incarichi apicali in essere nelle società partecipate cittadine per essere ricollocate a Palazzo Spada, con il rischio di compromettere sia la continuità amministrativa del Comune, che quella delle stesse società. Difficile immaginare che, con un semplice cambio di casacca, possano concretizzarsi promesse rimaste finora sulla carta: il rilancio dell’economia locale, del centro cittadino, del commercio, di San Valentino, delle antiche municipalità, del turismo e della Cascata delle Marmore, le 101 multinazionali annunciate e non pervenute, benefici energetici mai arrivati, il nuovo ospedale promesso nei primi mesi di mandato, la revisione del sistema rifiuti e delle tariffe, così come tanti altri annunci roboanti ma che nessuno ha visto in concreto. Dopo due anni e mezzo, pertanto, il bilancio è fatto di tantissimi annunci e poche realizzazioni».
«Quanto accaduto in queste ore rappresenta un ulteriore passaggio senza precedenti nella storia recente della città. Un metodo che ha evidenti tratti di anti-politica e di personalizzazione estrema del potere. Tutto questo accade con i consiglieri comunali di maggioranza che continuano a subire decisioni calate dall’alto senza colpo ferire. Si ricorda loro che chi è stato eletto per rappresentare i cittadini, ha il dovere di esercitare l’azione politica con autonomia e dignità in rispetto del mandato ricevuto. Occorre un’opposizione rigorosa, coerente e senza ambiguità, nel rispetto di un elettorato che ha già dimostrato di non fare sconti e che, legittimamente, non ne farà nemmeno alle prossime tornate elettorali. È proprio nei momenti di maggiore confusione che si misura la differenza tra chi esercita il potere e chi si assume una responsabilità verso la comunità, come noi siamo abituati a fare nei territori e nelle istituzioni che ci vedono protagonisti da più o meno tempo. I fatti parlano per noi ancor prima delle parole. Come Umbria Civica vogliamo riportare al centro serietà amministrativa, competenza e rispetto delle istituzioni. Senza personalismi, senza ambiguità, senza sovrapposizioni tra interessi pubblici e interessi privati. Terni ha bisogno di metodo e di responsabilità politica, non di fedeltà personali.
Non vogliamo cerchie ristrette di potere, ma partecipazione ampia e concreta. Come Umbria Civica continueremo a costruire un’alternativa concreta, credibile e radicata nel territorio, pronta a governare con competenza, trasparenza e visione a breve, medio e lungo termine. Perché il futuro della città merita stabilità e una guida che metta l’interesse collettivo prima di tutto».
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