Nuoro: quando lo sport abbatte le barriere della disabilità
Si è parlato di sport e inclusione sociale nel convegno tenutosi questa mattina a Nuoro, all’interno del progetto Interreg Marittimo-It-Fr Maritime. Grazie all’iniziativa della Pallacanestro Nuoro “Sirbones”, insieme alla Fip e alla Fisdir, la Federazione italiana degli sport paralimpici. Momento caratterizzato dalla partecipazione di alcuni giocatori della formazione di basket in carrozzina, Dinamo Lab di Sassari. Con loro Jack Devecchi, ex leader della squadra maggiore della Dinamo, che durante la presenza del giocatore lombardo ha centrato la “triplete”, con la vittoria nella stessa stagione di scudetto, Coppa Italia e Supercoppa italiana. Tra il pubblico i ragazzi delle scuole superiori del capoluogo.

Il convegno su Sport e disabilità (foto F. Pirisi)
Lo sport fa bene al corpo, allo spirito e matura la vita sociale dell’individuo, questo il concetto emerso dal convegno, a cui hanno portato i saluti il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, e il presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini, e i dirigenti della Camera di commercio, che hanno ospitato l’evento.
La scena nella sala si è come elettrizzata quando a parlare sono stati Marco Canella e Cristiano Uras, giocatori con disabilità della Dinamo Lab, in serie A. Il primo, piemontese, 22 anni, in carrozzina dopo un incidente con la moto: «Il basket mi ha aiutato a riprendermi la vita, insieme al sostegno arrivato dalla famiglia e dagli amici. È importante perché ti consente di non fermarti – ha aggiunto – evitando così uno dei rischi maggiori, quando si subisce un incidente come il mio». Uras, giovane di Ossi, con trascorsi nel calcio, ha dovuto fare i conti con un tumore alla gamba: «Sono nella formazione sassarese da diverse stagioni – ha ricordato – e quattro anni fa ho fatto l’esordio nella formazione Lab. Contrariamente a quanto si può pensare dall’esterno – ha spiegato il cestista di Ossi – la dimensione è quella del professionismo, con scontri duri e sofferti, dove nessuno ti regala nulla». Anche se il risultato più importante rimane sempre quello dell’inserimento nel gruppo sociale. Come hanno rimarcato Carmen Mura, nuorese, consigliere nazionale Fisdir, e la conterranea, Antonietta Mura, delegata regionale. Che hanno approfittato del convegno per chiedere nuovi sostegno per il settore, da parte delle istituzioni. Ha guidato il confronto Manolo Cattari, psicologo dello sport, determinato a rinverdire il detto latino, legandolo all’attività sportiva, del “men sana in corpore sano”.
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