Sardegna

Nuoro. Il senso civico di Norman: trova un portafogli con 500€ e si rivolge alla polizia


NUORO – A raccontare l’accaduto è la diretta protagonista, un’insegnante nuorese di una Scuola Primaria cittadina, che ha voluto divulgare la storia proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica.

LA STORIA – «La vicenda – racconta Mariangela – ruota attorno a Noman, un giovane cameriere pakistano che lavora in un ristorante cittadino specializzato in Sushi. Dopo aver pranzato con la mia famiglia nel locale, abbiamo fatto rientro a casa. Poco dopo, due agenti di Polizia suonano alla porta e mi chiedono se avessi smarrito qualcosa; verifico e mi rendo conto di aver perso il portafogli. I due sorridono e me lo mostrano prima di riconsegnarmelo, raccontando di essere stati richiamati dal giovane il quale, dopo averlo ritrovato, accortosi che non c’erano documenti al suo interno ma solo una certa quantità di denaro contante, non ha esitato a rivolgersi alle forze dell’ordine; a quel punto sono scattate le indagini e, grazie alla ricevuta rilasciata al momento del prelievo al bancomat, è stato possibile risalire a me». Poco dopo la donna è tornata al ristorante per ringraziare personalmente Norman «per la sua onestà e per aver offerto un esempio tangibile di integrazione e rettitudine».

Il team del ristorante

Il team del ristorante

RIFLESSIONI E CONTRADDIZIONI – Il gesto di Noman, descritto come «un cameriere professionale, gentile e con ottime competenze linguistiche, per quanto con un piacevole accento “istranzu”», assume un significato ancora più rilevante se messo in relazione ai recenti episodi di matrice xenofoba che hanno interessato la città, spesso amplificati e distorti sui social. L’insegnante ha espresso profonda preoccupazione per una serie di condivisioni sui social da parte di alcuni giovani nuoresi, che avevano diffuso contenuti a sfondo discriminatorio, rivelatisi infondati dopo l’intervento delle forze dell’ordine. E la cosa è ancora più inquietante se si pensa all’elevato numero di giovani che lascia la città alla ricerca di una dimensione lavorativa e umana di più ampio respiro economico e culturale, nonché priva di pregiudizi.

L’EDUCAZIONE CIVICA – L’episodio vissuto in prima persona dall’insegnante le ha fornito lo spunto per intensificare l’attività didattica nella direzione della sensibilizzazione all’inclusione, coinvolgendo il team docente, il personale ATA e la stessa dirigente scolastica.


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