Marche

Nove primari in pressing sulla Regione: «Cardiochirurgia pediatrica ko, salvatela»


ANCONA Una lettera all’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, firmata da tutti i direttori delle Unità Operative di Pediatria delle Marche. Un appello per chiedere attenzione e un veloce cambio di passo per i bambini e le famiglie che quotidianamente si affidano alle cure di questo reparto altamente specializzato dell’ospedale regionale di Torrette di Ancona.

La richiesta

L’appello è chiaro: «Restituire piena operatività alla Cardiochirurgia Pediatrica». Una necessità visti i tanti piccoli pazienti, anche di altre regioni, che si affidano a questa struttura. Dopo il taglio, negli ultimi anni, di posti letto e personale, si è arrivati al blocco dell’attività chirurgica (a cuore aperto) per utenti che arrivano a Torrette da tutto il centro Italia e non solo in seguito all’addio del primario Sergio Filippelli, tornato a Roma a inizio anno e non ancora sostituito. «La situazione attuale della Cardiochirurgia Pediatrica del centro regionale di Torrette, oggi fortemente ridimensionata e temporaneamente non operativa per la mancanza di una figura specialistica essenziale – si legge nella lettera dei pediatri – rappresenta motivo di sincera preoccupazione per chi opera nell’ambito dell’assistenza pediatrica».

Il fiore all’occhiello

Nel corso degli anni, la Cardiochirurgia Pediatrica delle Marche ha costituito un esempio di altissima specializzazione e di integrazione efficace all’interno della rete sanitaria regionale, garantendo la presa in carico di pazienti pediatrici con cardiopatie congenite e acquisite, nelle diverse fasi della vita, secondo modelli di centralizzazione che hanno tutelato qualità, sicurezza e appropriatezza delle cure. «La difficoltà attuale, pur comprendendo la complessità del contesto e delle dinamiche organizzative, rischia di incidere in modo significativo sulla continuità assistenziale di bambini particolarmente fragili e sulle loro famiglie, che si trovano costrette a percorsi di cura più complessi e lontani dal proprio territorio». Al tempo stesso, sottolineano i pediatri, «essa espone a un progressivo indebolimento di competenze e di un patrimonio professionale costruito nel tempo con impegno e dedizione».

I nove primari delle Unità Operative di Pediatria di tutta la regione mettono nero su bianco: «Riteniamo doveroso richiamare l’attenzione sull’importanza di preservare e sostenere un servizio che ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la sanità pediatrica regionale. Siamo certi che sia possibile individuare soluzioni che consentano di restituire piena operatività alla Cardiochirurgia Pediatrica delle Marche, nell’interesse dei bambini e nel rispetto della vocazione pubblica del Servizio Sanitario». Ora si attende la risposta della Regione.




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