Norcia, ritrovamenti archeologici nel cantiere del polo scolastico: parziale sospensione
di Chia.Fa.
Ritrovamenti archeologici nel cantiere del polo scolastico di Norcia. A segnalarli è il comitato Rinascita Norcia che, contestualmente, esprime «preoccupazione per i forti e ulteriori ritardi» sulla conclusione dei lavori. I timori del gruppo di cittadini di Norcia, attivo fin dalle settimane immediatamente successive ai terremoti dell’agosto e dell’ottobre 2016, sono contenuti in un documento che è stato recapitato a tutti i soggetti sia coinvolti nel cantiere da circa 22 milioni di euro, dal presidente della Provincia di Perugia (soggetto attuatore) Massimiliano Presciutti al sindaco di Norcia Giuliano Boccanera, ma anche estranei all’intervento, come il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
In base a quanto è stato fin qui possibile verificare, i ritrovamenti archeologici sarebbero emersi nell’area del cantiere del polo scolastico di Norcia in cui prenderà posto la scuola secondaria di secondo grado e hanno richiesto una sospensione parziale delle lavorazioni, nel senso che, stando a quanto riferito dalla struttura tecnica della Provincia di Perugia e dallo stesso sindaco di Norcia, gli interventi stanno proseguendo per la costruzione della scuola primaria e secondaria di primo grado, mentre sono fermi nella sezione della scuola superiore.
La valenza dei ritrovamenti archeologici nel cantiere del polo scolastico di Norcia non è per ora chiara, ma in base a quanto emerge il rinvenimento sarebbe di interesse. In questo senso, risultano in corso una serie di approfondimenti e indagini, che sono in capo alla Soprintendenza dell’Umbria, ma coinvolgono naturalmente anche la Provincia di Perugia. Non è chiaro allo stato l’impatto che i ritrovamenti archeologici potranno avere sul cantiere della scuola superiore né se la valenza sia tale da poter sfociare in un’operazione di valorizzazione di quanto riaffiorato con gli scavi.
Certo è che il polo scolastico di Norcia è un investimento da circa 22 milioni di euro che si è riusciti a concretizzare con l’avvio dei lavori soltanto alla fine dell’ottobre 2024, cioè a otto anni dall’emergenza terremoto. Il contratto con l’impresa esecutrice segna due anni di lavori, ma il cronoprogramma ora, questo appare certo, dovrà essere ridefinito al termine della sospensione scattata per i ritrovamenti archeologici.
In questo quadro, il comitato Rinascita Norcia parla di «significativi ritrovamenti che da una parte ci rendono orgogliosi, perché ci raccontano una Norcia romana più vasta di quella racchiusa nelle mura medievali, ma dall’altra ci preoccupano, perché è ora difficile immaginare la costruzione delle fondamenta dell’edificio senza che vengano danneggiate le vestigia della nostra antica città», è scritto nel documento inviato anche alla presidente di Regione Stefania Proietti e al commissario per la ricostruzione post sisma Guido Castelli. «Per risolvere il problema – è sempre la posizione del comitato Rinascita Norcia – non ci sembra corretto procedere come negli anni passati in occasione del ritrovamento di una casa romana nella stessa area, che è stata coperta dal tessuto non tessuto e reinterrata, mentre le grosse pietre lavorate abbandonate ai margini dell’area, senza peraltro far partecipare i nursini a questo importante ritrovamento». Da qui, poi, viene sottolineato come «il comitato negli anni scorsi avesse paventato a Provincia e Comune il rischio» di ritrovamenti archeologici, «perché nel corso dei secoli in quell’area sono stati diversi i rinvenimenti, tra cui un prezioso vaso attico ora esposto ai Musei Vaticani», è scritto nel documento. Ma la preoccupazione ora è anche per le sorti del cantiere.
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