“Non sono sereno quando il futuro mi sembra già scritto, quando la vita perde l’imprevedibilità. Siamo circondati da persone che si vendono”: così Pietro Castellitto
Per arrivare dove vuoi arrivare, cosa dei disposto a fare? Quanto sei disposto a sacrificare? Sono solo alcuni degli interrogativi di Toni, il protagonista del film “Il falsario”, diretto da Stefano Lodovichi e scritto da Sandro Petraglia, disponibile su Netflix dal 23 gennaio. Toni con i suoi due fratelli sbarca il lunario a Roma e piano piano scala le gerarchie della malavita e della politica, suo malgrado, ma sicuramente spinto dalla ambizione e la sete del successo. Fino a quando alcuni eventi non gli sbarrano la strada ed è lì che decide di salvarsi, ricominciando (forse) da zero. Abbiamo incontrato Pietro Castellitto, che interpreta Toni in maniera sublime, il regista Stefano Lodovichi e gli altri protagonisti Giulia Michelini, Andrea Arcangeli e Pierluigi Gigante.
“Non riesco mai a giudicare in maniera negativa i miei personaggi, – ha detto a FqMagazine Castellitto – soprattutto se poi sono molto falsamente ispirati e quindi c ‘è la possibilità di ‘condirli’ con simpatia, con ironia. L’aspetto più affascinante di Toni forse era la sua imprevidibilità, la sua curiosità, la sua vitalità, la sua leggerezza morale, anche tutte caratteristiche che possono appartenere sia all’arte, ma anche alla criminalità. E quindi è un ragazzo abitato da un talento che inizialmente è puramente artistico, che invece quel talento verrà utilizzato da tanti ambienti di Roma”.
E ancora: “Per arrivare dove vuoi arrivare cosa sei disposto a fare quanto sei disposto a sacrificare? Direi che siamo circondati da persone che sono disposte a sacrificare se stesse, costantemente, che poi è un po’ la negazione di qualsiasi mestiere e sicuramente dell’arte. Cioè l’arte può essere tutto e il contrario di tutto, ma non può essere disonesta. Più del talento conta la personalità, la capacità di essere sinceri con se stessi e di indagarsi quotidianamente su quello che si sta facendo e capire chi si sta contestando. Questo è un aspetto fondamentale”.
Il regista Stefano Lodovichi ha poi aggiunto: “Mi ha colpito Pietro perché ha aggiunto tanto del suo personaggio, rispetto al copione ha portato tanto dal punto di vista dell’umanità che ci serviva, del calore, dell’essere brillante, dell’essere un osservatore. Toni è un avventuriero guascone, brillante, affascinante come era Harrison Ford in Star Wars o Indiana Jones. Secondo me Toni è un personaggio che ha una grande vitalità”.
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