non solo rischio abitativo, ma isolamento sociale e danni psicologici

Non è soltanto il degrado abitativo a motivare la sospensione della potestà genitoriale. Il tribunale per i minorenni dell’Aquila, come riporta l’Ansa, ha infatti fondato il provvedimento sul pericolo di lesione del diritto alla vita di relazione, previsto dall’articolo 2 della Costituzione. Una novità significativa rispetto al dibattito pubblico sulla vicenda che ha acceso l’attenzione mediatica.
Secondo i giudici, vivere in isolamento tra un rudere e una roulotte priva di utenze, senza contatti con coetanei e senza scuola, comporta gravi conseguenze psichiche ed educative per i minori. Il rischio, evidenziano, è che la mancanza di relazioni tra pari in età scolare comprometta in modo duraturo lo sviluppo cognitivo e sociale dei bambini.
Il tribunale ha sottolineato anche il rifiuto da parte dei genitori di consentire i trattamenti sanitari obbligatori per legge, oltre ai pericoli legati alla sicurezza dell’alloggio: impianti fuori norma, rischio incendi e sismico, condizioni igienico-sanitarie critiche.
A conferma dell’urgenza della misura, è stata nominata un tutore provvisorio – l’avvocata Maria Luisa Palladino – e i tre bambini, tra i 6 e gli 8 anni, sono stati trasferiti in una casa famiglia. Il provvedimento, si legge ancora, mira a tutelare la loro integrità fisica e psicologica, non più garantita dalla vita in totale emarginazione e precarietà.
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