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Non solo bombadieri stealth, ora arrivano missili e portaerei: cresce la tensione tra Usa e Iran


Non solo bombadieri stealth, ora arrivano missili e portaerei: cresce la tensione tra Usa e Iran

La tensione tra Stati Uniti e Iran resta altissima e l’oggetto del contendere rimane sempre lo stesso, il nucleare della repubblica islamica. In questa fase la Casa Bianca sta portando avanti un doppio binario, uno militare e uno diplomatico. In entrambi i casi il piano di Trump è quello di attuare una forte pressione su Teheran per cercare di chiudere la pratica in breve tempo, ma non sarà semplice.

Nuove armi tra Medio Oriente e oceano Indiano

Nei giorni scorsi è stato osservato un intenso via vai nell’atollo di Diego Garcia, un’isola del Pacifico sotto il controllo del Regno Unito, in cui gli americani hanno due avamposti, una base aerea e un porto. Qui sono arrivati sia aerei cargo che i bombardieri B-2 Spirit. Come confermato da diverse foto satellitari sull’isola è presente un terzo della flotta. I B-2, già usati nelle scorse settimane nei raid contro gli Houthi in Yemen, possono portare armamenti perfora-bunker da impiegare contro le basi sotterranee dell’Iran. Accanto alle fortezze del cielo, sono arrivati altri armamenti.

Secondo Nbc News il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha autorizzato lo spostamento di due batterie di difesa missilistiche Patriot dallo scenario asiatico a quello mediorientale. Ma non solo. Fonti sentite dal network avrebbero spiegato che sarebbe in movimento anche un sistema Terminal High Altitude Area Defense, or THAAD. Per il Wall Street Journal oltre a fortificare lo scudo anti missile il Pentagono ha disposto un ulteriore irrobustimento del braccio armato. In particolare starebbero confluendo nella regione, droni MQ-1 Predator, utili sia per missioni di ricognizione che di attacco, che nuovi caccia F-35.

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz solo a marzo almeno 140 aerei da trasporto pesante statunitensi sono atterrati in Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait e Giordania e molti di questi trasportavano equipaggiamento.

In uno stringato comunicato del 1° aprile il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dato dettagli aggiuntivi anche su un altro puntello che gli Usa stanno mettendo intorno all’Iran. “In linea con la direttiva del presidente, il segretario della Difesa ha ordinato alla portaerei Harry S. Truman e relativo gruppo di attacco di rimanere nell’area sotto la responsabilità del CENTCOM”. Parnell ha confermato che presto arriverà in zona anche una seconda portaerei, la Carl Viston, mentre nel Pacifico arriverà presto la Nimitz per preservare “il vantaggio bellico nell’Indo-Pacifico”.

Il binario diplomatico: verso nuovi colloqui

La seconda direttrice lungo la quale si sta muovendo l’amministrazione Usa è più diplomatica. Secondo il portale Axios la Casa Bianca sta prendendo seriamente in considerazione una proposta iraniana di colloqui sul nucleare. Trump, ricorda il sito americano, preferirebbe un’intesa, ma si è anche detto pronto a bombardare. A metà marzo il tycoon ha inviato una lettera all’ayatollah Ali Khamenei spiegando che Teheran avrebbe due mesi di tempo per raggiungere un accordo. Non è però chiaro quale sia il giorno X in cui scadrà la deadline. Qualche giorno fa la guida suprema della repubblica islamica avrebbe risposto avvisando gli americani che ci sarebbero gravi conseguenze per i loro avamposti nella regione in caso di attacco.

Washington vorrebbe una mediazione diretta, mentre gli iraniani preferirebbero una triangolazione con l’Oman. Una fonte di Axios avrebbe detto che dopo lo scambio delle lettere gli americani starebbero studiando i nuovi passi da fare per iniziare una conversazione con gli iraniani.

Il rischio di un attacco imminente

Intanto anche sui giornali si alternano aperture e chiusure. Una fonte del Pentagono ha confidato al Wall Street Journal che l’attuale dispiegamento di armi e uomini in medio oriente non è il sintomo di un attacco imminente. Ma da Israele arrivano voci inquietanti.

L’emittente conservatrice Channel 14 ha detto che ci sarebbe un’interlocuzione tra Tel Aviv e Washington su come colpire Teheran. In particolare c’è la possibilità che venga lanciata un’operazione su vasta scala da parte degli americani, con le Idf che potrebbero unirsi ai raid.




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