Toscana

Non siamo una propostina elettorale, ma un esempio per altri. I partiti? Non possono vivere di rendita


“Sì è vero molti voti disgiunti sono arrivati anche nei miei confronti”. Marco Donati, il candidato sindaco di Scelgo Arezzo e della coalizione civica arrivato terzo al primo turno delle amministrative di Arezzo, parla del risultato ottenuto e anche delle scelte da prendere in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno prossimi. 

Con il gruppo della coalizione cosa vi siete detti? “Si è parlato anche del ballottaggio, di come muoversi in caso arrivino proposte. Ho ricevuto per questo il mandato di valutare le opzioni in campo e tutti gli aspetti politici che si attiveranno.”

Ci sono stati contatti? “Da entrambi in maniera informale, come è normale che sia in questa fase.” 

Eppure per un apparentamento ufficiale ci sono pochi giorni per farlo: “È presto per dire cosa accadrà, noi vogliamo sottolineare solo le nostre idee, nel rispetto degli elettori che ci hanno votato, le idee vanno al primo posto rispetto a qualsiasi altro aspetto, prevale l’idea che la città si è fatta notare, questo 20% è un piccolo caso nazionale, altre liste civiche in Italia ci hanno contattato per capire se è un modello replicabile. Per questo ripeto quanto sia stato importante avere ospite alla chiusura di campagna elettorale Sauro Pellerucci dell’associazione PalaSì”.

Cosa succederà quindi? Le riunioni si susseguono, intanto c’è da tenere conto che l’apparentamento prevede una sintesi programmatica e l’alleanza ufficiale insomma un rapporto molto più forte, poi ci sono altre forme più leggere, più politiche e meno impegnative sotto tutti i punti di vista. Su questo poche ore fa si è espresso proprio Carlo Calenda leader nazionale del partito di Azione, che ad Arezzo ha fatto parte della coalizione civica. “Parleremo con Donati, io sarei per non dare indicazioni di voto come abbiamo fatto su Roma” ha detto Calenda intervenenedo a L’Aria che tira, a proposito del ballottaggio ad Arezzo.

Ma intanto Donati resta sui programmi, sui contenuti: “A noi interessa parlare di natalità, di servizi per l’infanzia, di competenze e nuovi business, sono temi centrali per il paese e per Arezzo. non è una propostina elettorale, ma un modello che ha funzionato e che può essere replicato. La spiegazione è molto semplice, il 20.5% è frutto del metodo e del merito. Il metodo? Realmente partecipato, profondo, presente tra le persone. Una politica che va incontro e non aspetta di essere cercata. Il merito? Per una volta i temi che nel nostro Paese vengono sempre declinati al futuro, senza accorgersi che significa solo rimandare, sono diventati il presente.”

Cosa significa? “Significa che quello per noi è stato un voto d’opinione, che stiamo diventando un esempio per gli altri. Addirittura nelle ore successive al risultato del primo turno mi hanno fermato dicendo che si erano pentiti di non avermi votato, magari influenzati da un utilizzo superficiale dei sondaggi. Il primo turno invece dovrebbe essere quello più libero da condizionamenti e qualcuno ha avuto il coraggio di dircelo, di essersi pentito pensando che il progetto non fosse competitivo e invece lo era.”

E sull’appoggio mirato di Cristiano Romani e di Futuro Nazionale sulla figura di Aldo Poponcini capolista di Scelgo Arezzo? “Non ho nessuna conoscenza in tal senso, vedo che c’è un dibattito politico, ma non ne sono a conoscenza. Ognuno è libero di votare chi vuole, non ho altri elementi e comunque è una notizia di nessuna importanza.”

Che giudizio si è fatto sul risultato dei partiti tradizionali, in calo rispetto alle regionali e sulle exploit delle liste civiche? “Penso che i partiti non possono vivere di rendita, un conto è quanto voti il leader nazionale, nel momento in cui sul territorio nascono progetti alternativi, i partiti possono lasciare per strada voti come è accaduto. Le civiche invece hanno storie diverse anche tra loro. Fare, del candidato sindaco del centro destra ha prodotto un travaso di voti interno alla coalizione, mentre la nostra è vera lista civica con persone provenienti da partiti completamente diversi e il voto arrivano non è da dentro la nostra coalizione, ma è un voto orientato da idee, programmi, un voto d’opinione. Tra l’altro Scelgo Arezzo è unica lista che non aveva il nome di Donati nel simbolo ed è risultata la quarta forza in città. Ha preso l’8%, il progetto ormai è riconosciuto. Aumentiamo infatti la nostra presenza in consiglio comunale sulla base degli scenari possibili e se non c’è apparentamento.”

Vi siete sentiti con Ceccarelli e Comanducci? “Per ora no, ci sarà tempo, a loro faccio le mie congratulazioni per aver ottenuto il ballottaggio. Agli altri tre, Menchetti, Andreani e Marinelli dico che è stato un piacere condurre questa campagna con loro. Ho letto che Menchetti non intende più fare politica, spero che ci ripensi perché è una voce autentica, ha fatto un lavoro profondo e così la città perde un interprete importante.”

 

 

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