Non riesci a dimagrire perché ti alleni nell’orario sbagliato: gli esperti svelano l’unica ora in cui lo sport fa bene davvero
Un grande studio svela perché allenarsi nel momento giusto può cambiare tutto. L’orario ideale non è quello che immagini.
Può sembrare un dettaglio da poco, ma non tutti i momenti della giornata e nemmeno tutte le fasi della vita hanno lo stesso impatto quando si parla di sport, benessere e controllo del peso. Mentre molti cercano risultati immediati, la scienza continua a dimostrare che la chiave sta nella costanza e, soprattutto, nel tempo in cui decidiamo di muoverci.
Una nuova ricerca pubblicata su JAMA Network Open, che ha analizzato migliaia di persone nel corso di decenni, suggerisce che c’è un periodo preciso in cui l’attività fisica incide davvero sulla salute complessiva, compresa la capacità di mantenere un peso equilibrato.
Gli esperti lo definiscono un ‘decennio cruciale’, un intervallo in cui allenarsi può proteggere il cervello, migliorare la forma fisica e ridurre il rischio di diverse patologie. E ignorarlo può rendere tutto più difficile: dimagrire, restare attivi e preservare la lucidità mentale.
Il momento della vita in cui lo sport pesa davvero
Secondo i ricercatori, il periodo più importante per allenarsi va dalla metà dei quarant’anni alla metà dei sessanta. È in questa fascia di età che l’attività fisica moderata o intensa mostra benefici superiori rispetto a qualsiasi altra fase della vita.
Ma non finisce qui, continuare a muoversi dopo i 65 anni riduceva del 45% la possibilità di incorrere in forme di demenza nella terza età. Un dato che racconta quanto l’attività costante sia fondamentale per mantenere vitalità, equilibrio e controllo del peso anche quando il metabolismo inizia a rallentare. Gli specialisti spiegano che non è solo una questione di muscoli o calorie. La salute del cuore e quella del cervello procedono insieme, e l’esercizio influenza entrambe.

Il momento della vita in cui lo sport pesa davvero – vvox.itSecondo Amit Sachdev, della Michigan State University, allenarsi nella mezza età migliora la salute cardiovascolare fino alla vecchiaia. Un cuore più efficiente significa anche un cervello più protetto. Clifford Segil, neurologo del Providence Saint John’s Health Center, aggiunge che il movimento regolare favorisce un migliore flusso sanguigno al cervello, riducendo il rischio di demenza vascolare.
Inoltre, secondo Phillip Hwang della Boston University, l’attività fisica può influire su processi biologici associati all’Alzheimer, come l’accumulo di beta-amiloide. Anche se servono ulteriori conferme, il legame è promettente. La ricerca lo chiarisce: allenarsi da giovanissimi fa bene, ma i veri benefici cognitivi emergono solo quando l’attività viene mantenuta tra i 45 e i 64 anni e oltre. Nella fascia 26–44 anni non è stato trovato un collegamento diretto tra allenamento e riduzione del rischio di demenza.
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