Abruzzo

“Non è rottura, ma anticipazione dei cambiamenti”


La Generazione Z, quella dei nati tra il 1997 e il 2012, è molto più di un gruppo di giovani in cerca di occupazione. Per l’assessore regionale alle Attività produttive e al Lavoro, Tiziana Magnacca, rappresenta “un acceleratore di cambiamento” nel mondo del lavoro.

Commentando un recente articolo de “Il Sole 24 Ore” e uno studio dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis), l’assessore evidenzia che “la Gen Z sta agendo come un laboratorio di modelli destinati a diventare presto riferimento anche per le generazioni successive”.

“La loro presenza numericamente ridotta in Italia – spiega – non ne limita l’impatto. Al contrario, li rende una generazione anticipatrice, capace di trasformare instabilità, innovazione tecnologica e cambiamento culturale in risorse per costruire nuovi equilibri”.

Magnacca osserva che “modelli flessibili e lavoro ibrido sono ormai la priorità per questi giovani. Cercano ritmi che permettano di gestire passioni e relazioni. L’idea del posto fisso non è più predominante: puntano su percorsi personalizzati, mutevoli e non convenzionali”.

Secondo l’assessore, “molti di loro si affacciano alla ‘creator economy’, sperimentando lavori paralleli e micro-imprese digitali. L’ambiente digitale offre strumenti che sanno usare con straordinaria naturalezza. L’intelligenza artificiale non è vista come una minaccia, ma come un’estensione delle proprie capacità”.

“La Gen Z – continua – integra l’AI spontaneamente nell’organizzazione personale, nella creatività, nell’apprendimento. È la prima generazione capace di lavorare in simbiosi con strumenti intelligenti”.

Una sfida importante è quella delle aziende: “Chi continua a ragionare con logiche novecentesche rischia di diventare irrilevante. Per attrarre e trattenere talenti servono ambienti tecnologicamente avanzati, modelli flessibili e vero welfare aziendale”.

“Su questo la Regione Abruzzo ha fatto la sua parte – aggiunge – investendo risorse del Fondo sociale europeo per sostenere le imprese nello sviluppo di politiche di benessere lavorativo”.

Conclude Magnacca: “La Gen Z non rappresenta una rottura, ma una anticipazione. Le loro richieste non sono capricci, ma indicatori di un nuovo equilibrio sociale ed economico in costruzione. È nostro dovere tenerne conto”.


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