Non è quello che sembra: il superpotere dell’arte e la scoperta delle esocalie
Dal 20 al 24 marzo, negli spazi di Palazzo Stampa di Soncino a Milano apre la nuova edizione di Biennale Milano – Art Expo, un progetto a cura di Salvo Nugnes, pensato non solo come evento espositivo ma come hub culturale teso alla riscoperta del valore fisico, materico e digitale dell’arte.
Tra i protagonisti di questa edizione anche l’artista e fotografo Enrico De Santis con le sue Esocalie, opere che uniscono la fotografia al riuso di vecchie porte, finestre, scale di legno, raccolte e restaurate dall’autore. Anche qui gli oggetti, considerati dall’autore non cornici ma parti integranti dell’opera, smettono di essere quello che sono per contribuire alla costruzione di un significato: esocalia è infatti un termine coniato dall’artista, che unisce il prefisso greco éxō (fuori) e l’aggettivo kalòs (bello), indicando la capacità dell’arte di far emergere la Bellezza.
L’artista racconta di aver realizzato la prima esocalia, dopo aver trovato su una spiaggia pugliese un’anta spessa e pesante con cerniere di ferro, probabilmente appartenente alla cella frigo di un peschereccio. Quell’oggetto mangiato dal mare, che oggi custodisce due foto scattate a Zanzibar, diede origine a una produzione che, utilizzando oggetti legati all’idea di passaggio e collegamento, è diventata non soltanto metafora del dialogo tra dimensioni diverse, ma anche denuncia della progressiva distruzione dell’ambiente operata dall’uomo.
Tra le porte e le finestre di De Santis, passaggi verso altri mondi, vengono in mente le opere dell’artista lituano Augustas Serapinas che trasloca intere abitazioni tradizionali del suo paese di origine – le Vienkiemis – all’interno di spazi museali, dando corpo a riflessioni sulla memoria, sulle tradizioni popolari, e anche sul cambiamento climatico che trasforma stili di vita e culture. Anche in questo caso, quelle case di legno hanno smesso di essere case per diventare qualcos’altro.
Davanti a queste opere non è quello che vedi ma quello che stai pensando la cosa importante, a dimostrazione di quanto l’Arte sappia espandere quello che sai del Mondo.
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