Emilia Romagna

Non è la soluzione adeguata


C’è preoccupazione da parte dei sindacati per le prospettive delle istituzioni scolastiche della provincia di Ravenna. Questo a seguito della decisione del Consiglio dei Ministri di procedere al commissariamento della nostra Regione per la mancata approvazione del piano di ridimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno scolastico. “Il ricorso al commissariamento rappresenta una misura forzata che non riteniamo una soluzione adeguata né efficace. Al contrario, tale scelta appare critica e rischia di produrre conseguenze negative sulla qualità dell’offerta formativa, nonché sulle condizioni di lavoro del personale docente, Ata e le figure dirigenziali degli istituti scolastici”, affermano Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal.

Già all’inizio dell’anno scolastico in corso, le organizzazioni sindacali avevano espresso la propria contrarietà “all’ipotesi di accorpamento di istituzioni scolastiche. A distanza di mesi, tali valutazioni restano immutate e riteniamo necessario ribadire con forza le criticità di questa scelta. L’accorpamento di due o più istituzioni scolastiche può determinare la creazione di realtà eccessivamente complesse, con sedi troppo grandi e distanti tra loro”. Allo stato attuale, a Ravenna, la riorganizzazione della rete scolastica prevista dalla Giunta Barattoni prevede la chiusura della scuola elementare di Madonna dell’albero e il doppio trasloco della media Damiano nel plesso del Mordani, con quest’ultima scuola elementare che dovrebbe spostarsi negli spazi della media Novello.

Il commissariamento della scuola

Il Consiglio dei ministri ha ‘commissariato’ la scuola delle regioni Umbria, Sardegna, Toscana ed Emilia-Romagna. Tutte e quattro sono governate da maggioranze di centrosinistra. Secondo il ministero dell’Istruzione e del merito (Mim), queste regioni non hanno approvato i piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico.

Si tratta di un dispositivo che rientra “tra le riforme previste dal Pnrr, definite dal precedente governo, con l’obiettivo di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca su base regionale” spiega il Mim. Ma la misura “riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici”. Per il ministro Giuseppe Valditara si tratta di un “provvedimento necessario per assicurare il rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Ue nell’ambito del Pnrr e per garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico”.


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