Toscana

Non è il momento delle polemiche. Uniti per salvaguardare il presidio


L’assessore regionale ai trasporti e urbanistica Filippo Boni, attraverso un post sui propri canali social, è intervenuto sulla questione del punto nascite in Valdarno, al centro del dibattito politico e cittadino nelle ultime settimane.

Il punto dell’assessore

“In questi giorni – ha commentato Boni – sono uscite molte notizie e comunicati fuorvianti sul tema del punto nascite dell’ospedale del Valdarno di Santa Maria alla Gruccia. Occorre chiarezza.

Dal 2022 il punto nascite dell’ospedale della Gruccia registra un numero di nati inferiore alla soglia minima prevista dalla normativa nazionale, pari a 500 parti annui. Nonostante ciò, la Regione Toscana ha sempre richiesto la deroga ministeriale ogni anno per consentirne il mantenimento in funzione nonostante il numero dei parti fosse sotto soglia, senza che a oggi sia stata concessa una deroga ministeriale favorevole.

Nell’estate scorsa – spiega l’assessore aretino – il Comitato percorso nascita nazionale del Ministero della Salute ha espresso parere negativo alla prima richiesta di deroga avanzata dalla Regione. Con delibera del 30 dicembre, la Regione ha preso formalmente atto, come previsto dalla legge, del parere negativo del Ministero. Il presidente Eugenio Giani, nonostante ciò, ha comunque sempre ribadito la ferma volontà di salvaguardare il presidio, chiedendo ufficialmente al Ministero, tramite una lettera formale, di rivedere il parere negativo viste le potenzialità del territorio e di abbassare la soglia minima da 500 a 400 nati annui per i punti nascita dell’intera Regione.

Chi ha davvero a cuore l’ospedale del Valdarno e il suo punto nascita – ha aggiunto – così come tutti gli altri punti nascita toscani sotto soglia, dovrebbe evitare in questo momento letture parziali e contrapposizioni politiche, concentrandosi sull’obiettivo comune. È auspicabile che tutte le forze politiche, di centrodestra e centrosinistra, agiscano in modo unitario per chiedere al Ministero di riconsiderare la propria posizione e di rivedere i parametri previsti, garantendo la massima sicurezza alle gestanti.

Questo non è il momento dei botta e risposta né delle polemiche – conclude Boni – ma del senso di responsabilità collettivo necessario per tutelare un servizio fondamentale per il territorio”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »