“Non abbiamo bisogno di parole”: su Netflix il film di Luca Ribuoli girato tra Alessandria e Torino

È appena uscito su Netflix “Non abbiamo bisogno di parole” film girato tra Alessandria e Torino per la regia di Luca Ribuoli e che vede il debutto assoluto nella recitazione di Sarah Toscano, popolare vincitrice di “Amici” e già vista sul palco di Sanremo.
Si tratta di un adattamento da “La famiglia Belier” e del film del 2021 “Coda – I segni del cuore” vincitore del Premio Oscar come Miglior Film; “Non abbiamo bisogno di parole” racconta la storia della sedicenne Eletta unica udente in una famiglia di sordi composta dai genitori Alessandro e Caterina (interpretati da Emilio e Carola Insolera) e dal fratello minore Francesco (Antonio Iorillo). Eletta scopre grazie all’insegnante di canto (Serena Rossi) di avere un talento nel canto, un talento che però potrebbe portarla lontana dalla sua famiglia per la quale si sente responsabile.
Le riprese di “Non abbiamo bisogno di parole” sono durate cinque settimane, da maggio a giugno 2025 con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte. Oltre al contributo del FESR Piemonte 2021-2027 – Bando Piemonte Film TV Fund il film beneficia del patrocinio di Città di Alessandria, Città di Torino; si è girato, infatti, al Teatro Regio, al Teatro Gobetti, nel coro della Chiesa di Santa Pelagia, nella Stazione di Torino Porta Milano, all’Istituto Primo Levi e poi a Camagna Monferrato, Rivalba, Alessandria e provincia.
L’adattamento è firmato dallo stesso Luca Ribuoli con Cristiana Farina, autrice tra l’altro della serie “Mare Fuori”: «”Non abbiamo bisogno di parole” ha l’ambizione di presentarsi come un racconto necessario e nuovo. È la prima volta in Italia che un film è dedicato al mondo delle persone sorde ed è interpretato da attori sordi» spiega il regista alessandrino che ha all’attivo serie di successo come “La mafia uccide solo d’estate – La serie”, “Noi” e “Call my agent”. «È stato fondamentale ricorrere a un supporto in sede di preparazione, riprese e montaggio, per non stereotipizzare la cultura sorda e infatti abbiamo fatto ricorso a una consulenza tanto necessaria, quanto fondamentale per costruire una narrazione rispettosa. Questo film vuole alzare l’asticella nella rappresentazione mediatica e incoraggiare la creazione di storie con personaggi sottorappresentati in ruoli centrali e non stereotipati: persone a tutto tondo, con desideri, qualità, difetti». Scopo della narrazione è anche evidenziare quanto la società e il quotidiano che non siano evidentemente accessibili alle persone sorde che si esprimono in Lis (Lingua dei Segni Italiana).
Ribuoli sottolinea anche il suo legame con il territorio: «Per l’ambientazione ho scelto una realtà di provincia che conosco bene, in una regione dove sono cresciuto. Sono nato ad Alessandria, ma ho sempre frequentato Torino, dove ho preso il patentino da proiezionista e al festival di Torino ho visto presentare il mio primo cortometraggio. La provincia è il grande contenitore dei sentimenti del film» racconta. «La cascina della famiglia Musso è una periferia da cui si affacciano per incontrare il mondo ed è il vertice di una piramide rovesciata dei loro orizzonti: dalla cascina al paese di Camagna, dove c’è il mercato; dalla cascina alla strada provinciale, dove Eletta prende il pullman per andare al liceo ad Alessandria; e nel finale del film, con la macchina colma di sogni, dalla cascina alla metropoli torinese, dove Eletta inizia a tracciare il solco del suo futuro. Il paesaggio del Monferrato non è uno sfondo narrativo, è un personaggio del film. Le colline, i vigneti, il paese storico. Il verde dominante di maggio e giugno, le giornate assolate e piovose della primavera».
“Non abbiamo bisogno di parole” debutta su Netflix nel lungo fine settimana di Pasqua ed è stato prodotto da Our Films, società del gruppo Mediawan, e PiperFilm in collaborazione con Circle One. Dal 3 aprile il singolo “Atlantide”, tratto dalla colonna sonora e cantato da Sarah Toscano è in programmazione anche in radio e su tutte le piattaforme musicali. Il videoclip è stato pensato e realizzato con una speciale coreografia che trasforma elementi della Lingua dei Segni Italiana (LIS) in ritmo, movimento e danza.
Source link




