«Noi sospesi tra la vita e la morte. Questo è inaccettabile»
ANCONA «L’intervento per la rimozione dei nei, in Dermatologia, è avvenuto prima di Natale. Ad oggi non ho ancora avuto l’esame istologico da parte del Laboratorio di Anatomia Patologica». «Sono un paziente oncologico e da mesi attendo il referto da cui dipende l’avvio del percorso terapeutico». Da Fabriano a Fermo, un fil rouge che lega tutte le Marche e vede i pazienti finire nel limbo della sanità: «Ci sentiamo sospesi tra la vita e la morte, questi esami sono alla base delle cure», il grido d’aiuto.
La criticità
Nell’edizione del Corriere Adriatico del 1° aprile Nenella Sartini, storica responsabile del Servizio infermieristico dell’ospedale Profili di Fabriano, denunciava come, per dei nei tolti prima di Natale, stesse ancora aspettando risposte. Il motivo di questi tempi di attesa biblici è legato al passo indietro di Anatomia Patologica dell’Azienda ospedaliero universitaria di Torrette, punto di riferimento regionale con più di 26mila diagnosi istopatologiche l’anno, che nel 2025 ha interrotto la convezione perché piegata dalla carenza di personale.
L’effetto domino
Un dietrofront che, a caduta, ha travolto come uno tsunami gli ospedali della provincia di Ancona per poi investire anche le altre Ast. Un paziente fermano, operato lo scorso 23 dicembre per un adenocarcinoma gastrico e dimesso il 6 gennaio, per mesi è rimasto nell’impossibilità di conoscere l’esito del proprio esame, vedendo così bloccata la pianificazione dell’iter terapeutico salvavita. «Un responso che il paziente ha ricevuto soltanto dopo l’annuncio in aula della presentazione di un’ulteriore interrogazione sul suo caso da parte mia», sottolinea il consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti, che annuncia un secondo atto ispettivo a Palazzo Leopardi. Per l’esponente dem «non è tollerabile che un malato oncologico debba attendere mesi per una diagnosi da cui dipende l’avvio delle cure: questo ritardo mette a rischio l’incolumità stessa dei cittadini e ne calpesta la dignità». In un limbo da cui non si riesce ad uscire.



