No green pass assolti: reazioni e commenti
17.02.2026 – 13.30 – Esprime un sentimento di attesa per la pubblicazione delle motivazioni di una “sentenza storica” l’avvocato, Pierumberto Starace, dopo che il Tribunale di Trieste ha assolto con formula piena i suoi assistiti Daniele Maciotta, Tito Detoni e Raffaello Materozzoli nell’ambito dell’ultima udienza del processo di primo grado sui fatti avvenuti nel giorno dello sgombero del Porto di Trieste, quello con gli idranti e la preghiera del Rosario. Il processo ha coinvolto complessivamente cinque manifestanti No green pass presenti al Varco Quarto del Molo Settimo il 18 ottobre 2021. Inizialmente erano stati indagati in 18, accusati di resistenza e di oltraggio a pubblico ufficiale. In seguito alle indagini alcuni di loro (tra cui Stefano Puzzer) erano stati prosciolti, mentre la maggior parte aveva patteggiato. Per tutte e cinque le persone che in seguito hanno invece scelto di portare avanti l’iter giudiziario nell’aula del Tribunale, è arrivata la piena assoluzione. In particolare Maciotta, Detoni e Materozzoli risultano assolti perché “il fatto non costituisce reato”, fa sapere l’avvocato Starace. Nello stesso procedimento altre due persone, difese rispettivamente dai legali Filippo Teglia e Federica Stradella, sono state invece assolte perché il fatto non sussiste. Come da procedura, adesso stanno trascorrendo i canonici 90 giorni previsti per la pubblicazione delle le motivazioni del giudice, la dottoressa Cristina Arban. Secondo l’avvocato Starace c’è il potenziale affinché si scriva una pagina storica di giurisprudenza. “La mia argomentazione difensiva in fase dibattimentale si è basata sulla tesi dell’arbitrarietà dell’intervento di sgombero in quanto quest’ultimo non risulta disposto per motivi di ordine pubblico bensì al fine di evitare che sul posto arrivassero altri manifestanti”, commenta l’avvocato Starace: “A supporto di questa tesi ho depositato in Tribunale il verbale della riunione svoltasi nella sede della Prefettura di Trieste il pomeriggio del 17 ottobre 2021, da cui emerge proprio questo. E cioè che fu dichiaratamente il numero crescente di manifestanti presenti al presidio a indurre le autorità a pianificare un’azione di sgombero. Quindi con una motivazione che dal mio punto di vista si potrebbe anche definire politica. Alla luce di ciò ho sostenuto per i miei assistiti la tesi della non punibilità prevista in base al dispositivo dell’articolo 393 bis del Codice Penale”. Tale dispositivo dice che la punibilità (prevista in una serie di circostanze come resistenza, minaccia o violenza contro un pubblico ufficiale) non si può applicare quando il pubblico ufficiale abbia dato causa al fatto, eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni. “Se nelle motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro il 5 maggio 2026, la dottoressa Arban riconoscerà che c’è stata una motivazione arbitraria da parte dello Stato nello sgomberare il Porto, uscendo in questo modo dalle consuete attribuzioni delle Forze dell’ordine, allora sarà stata una sentenza veramente storica”, conclude l’avvocato Starace.
[l.g.]




