No alla riforma della scuola, scioperano anche gli istituti tecnici friulani

“Il ritiro immediato o il rinvio della riforma, per avviare una vera riflessione sul riordino dell’istruzione tecnica, che metta al centro la qualità della didattica e non il risparmio e le logiche di mercato”. È l’obiettivo che si pone la Flc Cgil con lo sciopero di giovedì 7 maggio, proclamato contro la riforma dell’istruzione tecnica.
Quattro ragioni per opporsi alla riforma
Dietro alla mobilitazione, come spiega il segretario regionale Massimo Gargiulo, ci sono quattro ragioni: gli effetti della riforma sugli organici di Ata e docenti; la riduzione delle ore di italiano e di formazione generale, che secondo la Cgil “svilisce il valore culturale della scuola a favore di un modello subordinato esclusivamente alle esigenze delle imprese”; l’anticipo al biennio dell’alternanza scuola-lavoro; la scarsa trasparenza nei confronti delle famiglie degli studenti, “tenute all’oscuro dei cambiamenti fino a iscrizioni già concluse”. In concomitanza con lo sciopero, nella mattinata di giovedì, la Flc-Cgil organizzerà volantinaggi davanti agli istituti e presidi di protesta e sensibilizzazione dei cittadini a livello territoriale.
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