Toscana

No al Ddl Buongiorno. Corteo rumoroso per la Giornata internazionale della Donna













L’associazione Pronto Donna, che gestisce l’unico centro antiviolenza della provincia di Arezzo, organizza per domenica 8 marzo un grande corteo, festoso, rumoroso e colorato. L’occasione è quella della Giornata Internazionale della Donna che unisce, anche in questo caso, le persone e le organizzazioni del territorio aretino impegnate nella difesa dei diritti delle donne e nel contrasto all’arretramento della società tutta. L’appuntamento, al quale stanno aderendo tante realtà aretine, è fissato per le 15 con partenza da Piazza San Jacopo, nel centro di Arezzo. Il corteo si snoderà poi lungo Corso Italia, transiterà in Piazza San Francesco, Guido Monaco, via Roma e di nuovo in Piazza San Jacopo. 

Le organizzatrici e tutti gli aderenti, attraverso il corteo vogliono affermare con forza l’autodeterminazione e la libertà di tutte e tutti, e sostenere la mobilitazione permanente promossa da D.i.Re – Donne in Rete contro la Violenza – contro il DDL Stupri, oltre sostenere attivamente lo sciopero di lunedì 9 marzo proclamato per difendere i diritti delle donne, e contrastare una cultura maschilista e patriarcale. “Diciamo NO al DDL Buongiorno” La Camera dei Deputati aveva già approvato all’unanimità la modifica dell’art. 609 bis del Codice Penale, affermando un principio chiaro: il reato di violenza sessuale sussiste quando non c’è consenso. Successivamente, in Commissione Giustizia, su proposta della presidente, la senatrice Giulia Bongiorno, è stata approvata una riformulazione che elimina la parola “consenso” sostituendola con “dissenso”. 

L’esperienza di Pronto Donna e di tutti i centri antiviolenza femministi e transfemministi ci dice che questa modifica non migliorerà la tutela delle vittime, ma rischia di aggravare una situazione già difficile, rendendo i processi per stupro – spesso lunghi, dolorosi e umilianti – ancora più pesanti per chi ha già subito la violenza. Le donne tornano ufficialmente a essere costrette a dimostrare di aver resistito, di aver detto no: chi accompagna ogni giorno le donne nei percorsi di uscita dalla violenza sa bene quante e quali eccezioni a questa semplificazione dovrebbero essere considerate. Chiedere a chi subisce violenza di dimostrare il proprio dissenso significa, ancora una volta, spostare sulle nostre spalle la responsabilità dello stupro e cancellare anni di battaglie femministe e transfemministe. Questa riformulazione tutela i potenziali autori di violenza e rafforza il loro potere sui nostri corpi. Si tratta di una scelta politica grave che respingiamo con forza. Rivendichiamo inoltre un approccio intersezionale che riconosca come le discriminazioni di genere si intreccino con quelle legate a origine, classe sociale, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità e condizione migratoria, colpendo in modo ancora più violento chi vive più forme di marginalizzazione. Per questi motivi scendiamo in piazza: per dire che il patriarcato non può calpestare i nostri diritti; per difendere la nostra libertà di scelta, e l’autodeterminazione di tutte e tutti. Solo insieme possiamo fare la differenza. 

La partecipazione di Pronto Donna alla manifestazione nazionale organizzata da Di.Re a Roma il 28 febbraio-2

Lista in aggiornamento delle associazioni aderenti:

Contraerea A.S.D. 

Vazine collettivo femminista 

AUSER Arezzo 

Oxfam 

Donne Insieme OdV 

Chimera Arcobaleno 

Circolo Aurora 

Arezzo per Gaza 

Federconsumatori Arezzo 

ANPI 

Coordinamento Donne CISL 

ARCI 

Coordinamento Pari Opportunità 

UILCOM 

Rete Aretina Pace e Disarmo 

Centro Onda d’Urto 

Associazione DOG






















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