Società

Niscemi, città ferma e 5mila studenti senza scuola. Si lavora per garantire il diritto allo studio

A Niscemi, tutti gli istituti scolastici sono attualmente chiusi. Alcuni si trovano in zona rossa o nelle sue immediate vicinanze, altri non sono stati riaperti dopo la recente frana che ha danneggiato le tubature del gas metano. Il problema principale è legato all’impossibilità di riscaldare le aule, una condizione che ha reso impraticabile la didattica in presenza con le temperature rigide di questi giorni.

Il Comune ha sospeso le lezioni fino al completo ripristino degli impianti. Cinque scuole sono state chiuse per motivi di sicurezza. Rimangono fuori dalla zona a rischio solo due plessi elementari, dove però circa 200 alunni potrebbero non rientrare.

L’intervento delle istituzioni

La priorità è riattivare al più presto i sistemi di riscaldamento. I tecnici sono al lavoro per ripristinare il metano e consentire la riapertura degli edifici. La speranza è di permettere il ritorno in aula già da lunedì prossimo, ma non ci sono ancora conferme ufficiali.

Nel frattempo, si pensa alla riorganizzazione degli spazi. L’amministrazione comunale e i dirigenti scolastici si sono incontrati per stabilire una nuova distribuzione delle classi. Le sezioni degli istituti chiusi saranno trasferite in plessi collocati fuori dalla zona rossa. Il sindaco Massimiliano Conti ha precisato: “No a doppi turni, è un nostro preciso impegno”.

Un intero sistema da rimettere in moto

Sono circa 5 mila gli studenti coinvolti. Alcuni edifici rimarranno probabilmente chiusi a lungo, ma l’intenzione è non interrompere il percorso scolastico. Si lavora per garantire il diritto allo studio, in un contesto segnato da difficoltà strutturali e scelte da prendere in tempi rapidi.

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