Nino: Memoria in Graphic Novel

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday
Un ponte tra generazioni costruito attraverso il linguaggio immediato del fumetto. È quanto accaduto venerdì 16 gennaio nell’Aula Magna del Liceo Classico “Jacopo Stellini”, dove gli studenti hanno incontrato la storia di un uomo comune diventato testimone dei grandi traumi del Novecento. L’evento, inserito nel solco delle attività di educazione alla cittadinanza, è stato promosso dall’A.N.P.I. di Udine nell’ambito dei progetti “A.N.P.I. Scuola”, grazie al coordinamento della referente provinciale, la dottoressa Alessandra Missana. Un racconto di scelte e dignità Al centro dell’incontro, la presentazione della graphic novel “Nino, la storia di mio padre”, alla presenza dell’autore Moreno Tomasetig. Attraverso le tavole illustrate, Tomasetig ha ripercorso la biografia del padre, Nino, figura emblematica di una generazione costretta a compiere scelte radicali. Dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale alla data spartiacque dell’8 settembre 1943, quando Nino scelse consapevolmente di non aderire al fascismo, pagandone le conseguenze con la deportazione in Germania. Il racconto si è poi snodato attraverso il difficile dopoguerra, segnato dall’emigrazione in Belgio per lavorare nelle miniere di carbone, simbolo di un’Italia che cercava riscatto nel sudore e nel sacrificio lontano da casa. Il coinvolgimento della scuola L’attività è stata aperta dai saluti istituzionali della Dirigente Scolastica, la prof.ssa Monica Napoli, che ha sottolineato l’importanza di attualizzare la memoria storica per renderla comprensibile e viva per i più giovani. Protagonisti del dibattito sono stati gli studenti di due classi prime, che hanno seguito il percorso di approfondimento guidati dalle docenti prof.ssa Gini e professoressa Rigatti. I ragazzi hanno mostrato particolare interesse per la forma narrativa scelta: la graphic novel, infatti, si è confermata uno strumento potente per veicolare contenuti storici complessi, trasformando la memoria privata di una famiglia in memoria collettiva di un intero territorio. “Raccontare Nino – è emerso durante l’incontro – significa non solo onorare una vicenda familiare, ma ricordare a tutti noi il valore della scelta e della libertà, anche nelle ore più buie della nostra storia.”
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