Trentino Alto Adige/Suedtirol

Nina Kompatscher modella per Valentino sulle passerelle di tutto il mondo – Cronaca



BOLZANO. «In Alto Adige? Tornerò di sicuro. Amo le mie montagne. Ma adesso sono altrove». Quell’altrove sta in giro per il mondo. Adesso è Tokyo. Nina Kompatscher, 25 anni, dolce e determinata figlia del presidente della Provincia, da uno e mezzo lavora come modella per Valentino.«Ho sfilato con loro già tre volte, all’attivo anche una campagna pubblicitaria. Ogni giorno a Roma sono nel loro “ufficio stile”, si chiamano così». La sua, una vita con la valigia in mano. Ha iniziato per caso, come spesso succede e sfrutta l’onda. «Il mio viso» tratti non scontati «mi dicono sia “internazionale” ma tutto questo non durerà per sempre». Cosa le piacerebbe fare in futuro? «La costumista. È il mio sogno. Studio per questo».

Come è iniziata questa avventura?

A 19 anni mi sono trasferita a Roma per studiare alla Sapienza “Scienze della Moda e del Costume”. Ero lì da poco più di un mese quando mi ha fermata per strada una agente di moda. All’inizio ero un po’ scettica ma curiosa ho comunque accettato e fatto il primo casting da Gucci. Parlavano di me in terza persona, “si è carina” dicevano tra loro. Io lì ad ascoltare un po’ così.

Poi l’hanno chiamata?

Sì e proprio da Gucci per i primi fitting. In sintesi la prova negli “uffici stile” per mettere a punto gli abiti della sfilata. Un tipo di lavoro che faccio anche adesso. Creano look su di te, li mettono a punto, studiano i dettagli e li fotografano. Una settimana dopo le sarte creano dei prototipi. Che provo. Segue la sfilata, di solito due l’anno. Noi modelle fitting, siamo state per un periodo sempre le stesse con caratteristiche standard. Bianche, nere, asiatiche, una rossa, una bionda e la mora. Eccomi qui.

Ha conosciuto Alessando Michele, l’allora direttore creativo di Gucci?

Certo ed ho sfilato con lui a Cinecittà per “Gucci Aria”. Addosso un abito vintage rosso, lo stesso indossato prima del 2000 da Gwyneth Paltrow. Poi uno appartenuto a Audrey Hepburn. Non capita tutti i giorni. Oggi Michele è diventato direttore creativo di Valentino e mi ha voluto ancora con loro. Pensavo non accadesse, che l’esperienza di modella fosse finita con Gucci.

Cosa ha fatto nell’interregno?

Mi sono laureata nel 2022 e ho pensato di andare avanti con la magistrale. Ho lasciato Roma per “Nuove tecnologie dell’arte” a Venezia. Percorso formativo dell’Accademia, che prepara artisti e professionisti a usare i media digitali e le tecnologie avanzate anche per la creazione artistica e la comunicazione. Quasi subito mi ha chiamato Alessandro Michele, che era passato a Valentino. Mi sono ritrasferita a Roma dove vivo e lavoro da un anno e mezzo.

Oggi ha un casting a Tokyo, come è lavorare lì?

Emozionante. Ci ero già stata nel 2022 con l’agenzia Lotus. Ci ho vissuto anche tre mesi. Ti trattano come una principessa. Massaggi Al viso, trucco, una persona che ti tiene l’ombrello per proteggerti dal sole, un altro che ti sistema la sedia. Ogni giorno su un set diverso.

Divertente, ma anche impegnativo

Sì. Difficile quando è così approfondire amicizie e relazioni. Ho imparato a stare sola con me stessa, a suonare la chitarra ed anche ad impegnarmi nei corsi di recitazione.

Interessante la recitazione.

Molto. Mi è servita per sciogliere la timidezza poi si è trasformata in passione. L’anno scorso sono stata sul palco di Pinocchio, ma la cosa più interessante è stato un workshop con Tom Richards alla Biennale Teatro. Ho anche cantato canti indigeni.

Lei vuole tornare in Alto Adige?

Sì, credo che negli anni tornerò, la mia terra è nel mio cuore ma al momento non ci sono le opportunità di lavoro che cerco.

Cosa le piacerebbe fare in futuro?

Una volta ho lavorato come assistente costumista all’Opera di Erl, in Austria, esperienza entusiasmante, ecco mi piacerebbe fare questo chissà. La tesi con la quale mi sono laureata alla Sapienza era sul vestito tradizionale altoatesino. Il Dirndl. La biblioteca Claudia Augusta mi ha anche dato un premio. Ne vado orgogliosa.

L’ha mai portato a Roma?

Sì, l’ho indossato alla laurea.

Torna spesso a casa?

Tutte le volte che riesco. Amo sciare, la montagna, la mia famiglia. Siamo sette fratelli. Io? La terza.

Vede spesso suo padre Arno?

È diventato presidente quando avevo 14 anni, Ha sempre lavorato tanto, anche prima da sindaco di Fiè e come presidente del Consorzio dei Comuni. Lo vedo di più adesso, quando arriva a Roma per appuntamenti istituzionali. Ci incontriamo a mezza strada tra piazza di Spagna e il Quirinale. Ce la raccontiamo e confrontiamo le nostre giornate di lavoro. Veramente molto diverse.

Lei interpreta tante donne…

Sì è vero. A Tokyo mi chiedono di essere la donna felice, il messaggio è “acquistate i vestiti che ho”. In Italia le modelle devono essere serie. A volte indosso vestiti buffi – mi sento Harry Potter – ma devo essere seria. La moda qui è serietà assoluta.

Il corpo come lo vive?

Mi sembra di sparire sotto i vestiti, però una volta ho sfilato con le calze… l’outfit ero io. La sfilata è una performance tra corpo, abito, mente. Nella moda sono parte di un grande sistema, in teatro riesco a esprimermi di più. Un onore che la Moda mi abbia scelto.




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