Nikola Brunelli racconta il suo “Superbi”: «Vogliamo mostrare le Marche, non devono restare nascoste» (Videointervista)
CINEMA – Ospiti a Radio Fm1 il presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, Andrea Agostini, e Nikola Brunelli, sceneggiatore del cortometraggio “Superbi” fresco vincitore del premio come miglior sceneggiatura al festival Cortinametraggio
Intervista al presidente Agostini e il regista Brunelli

Da sin. Andrea Agostini e Nikola Brunelli
Un riconoscimento di grande valore quello ottenuto al Cortinametraggio, uno dei festival nazionali più importanti dedicato ai cortometraggi, da parte del regista falconarese Nikola Brunelli, che ha conquistato il premio come miglior sceneggiatura con il suo “Superbi”. Marche assolute protagoniste del festival, a testimoniare come nel nostro territorio si stia facendo sempre più largo la cultura cinematografica. Oltre al prestigioso riconoscimento ottenuto da Nikola Brunelli, il premio per la Migliore Regia è andato, infatti, alla maceratese Giulia Grandinetti per “Majonezë”. Insieme a Brunelli e Grandinetti erano in gara altri due marchigiani: Federica Belletti di Monte Urano con il suo “Aria”, e Rosario Capozzolo, originario di Recanati, con “Il taglio di Jonas”.
«Tutto ciò significa che nelle Marche – fa sapere Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission, ai microfoni di Radio Fm1 – abbiamo giovani competenti e impegnati. Il Cortinametraggio è forse la rassegna più importante per il cortometraggio in Italia. Oltre 400 cortometraggi in gara, 21 selezionati per la finale, dei quali 4 marchigiani. Questo equivale a dire che nella nostra regione questo è un settore molto attivo. Il nostro lavoro, come Fondazione Marche Cultura – Film Commision, è quello di supportare al meglio i nostri registi. Il mercato dei cortometraggi in Italia è in salita e noi li aiutiamo ad affrontarla – aggiunge Andrea Agostini – ora stiamo lavorando per un nuovo bando cinema e uno per le sale, che credo siano il luogo d’eccellenza dove godersi un bel film. Nel frattempo accogliamo le produzioni che stanno arrivando e continuiamo a girare nei Festival per creare contatti e attrarre nel nostro territorio altre produzioni e registi».
La carriera di Nikola Brunelli inizia da autodidatta, con la telecamera in spalla e tante idee da realizzare. Quella che era una passione, con il corso del tempo si è trasformata in un lavoro, del quale ora raccoglie i suoi frutti.
«Ho iniziato facendo piccoli corti di pochi secondi sul web con il gruppo “Ware en Valse”, creando una nostra piccola fan-base ad Ancona. Quando siamo andati oltre la nostra regione, arrivando su canali nazionali, ho capito che questo poteva essere il mio lavoro – racconta il regista e sceneggiatore – sicuramente poter raccontare una storia come me la immagino io, è la parte più affascinante del mio lavoro. Mettere in scena l’idea iniziale è ciò che mi dà il piacere estremo di vedere i risultati che arrivano».
Quello di “Superbi” è uno dei suoi ultimi lavori, nato insieme ai colleghi Manuele Mochi e Giuseppe Brigante. Una storia ambientata ad Ascoli Piceno, dove un ragazzo straniero avvia una attività di olive all’ascolana, creando di fatto clamore nella tradizionalista comunità locale.
«Il cortometraggio è nato da un’idea di Manuele Mochi, che ci è subito piaciuta. Il tema – racconta Nikola Brunelli – è quello di unire una città molto legata alla tradizione, soprattutto culinaria, come Ascoli Piceno, ad una novità che scompiglia questa tradizione. La nostra regione è una di quelle che vanno ancora scoperte a fondo. Attraverso il cinema cerchiamo di raccontarla e farla conoscere, per non farla rimanere nascosta – racconta Brunelli – il cortometraggio sta facendo il giro dei festival nel mondo, dalla Francia agli Usa, passando per la Spagna. Proveremo a partecipare anche al Giffoni Film Festival. Poi tenteremo di trovare un accordo con qualche broadcast per veicolarlo al grande pubblico». “Superbi” potrebbe diventare presto un lungometraggio. E sull’idea stanno lavorando proprio Nicola Brunelli ed i suoi colleghi.
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