Niente trapianto per il bimbo di Napoli, speranze si spengono
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Napoli, si chiude con un parere negativo la possibilità di un secondo trapianto di cuore per il bambino di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi. Dopo oltre quattro ore di visite e analisi approfondite, un team composto dai massimi esperti italiani di cardiochirurgia pediatrica ha stabilito che le condizioni cliniche del piccolo non sono compatibili con un nuovo intervento. Il cuore che si era reso disponibile nella serata di martedì è stato quindi assegnato a un altro bambino in lista d’attesa.
La vicenda affonda le sue radici nei primi mesi di vita del piccolo, Domenico, nato a Nola e figlio di una giovane coppia. A soli tre mesi gli era stata diagnosticata una grave cardiomiopatia, patologia che lo aveva reso paziente del polo cardiologico pediatrico del Monaldi e candidato a un trapianto di cuore. Dopo mesi di attesa, il 23 dicembre 2025 l’ospedale era stato informato della disponibilità di un organo compatibile. Il bambino era stato ricoverato e preparato per l’intervento che avrebbe potuto cambiargli la vita.
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Durante le fasi di trasporto, tuttavia, si sarebbero verificati gravi errori. L’organo, proveniente da Bolzano, sarebbe stato collocato in un contenitore termico non adeguato e riempito con ghiaccio secco, modalità che ne avrebbe compromesso la funzionalità. Secondo quanto emerso successivamente, il cuore non risultava più idoneo al trapianto quando l’équipe chirurgica aveva già proceduto all’apertura del torace del bambino. La sequenza degli eventi e le comunicazioni alla famiglia sono ora oggetto di accertamenti giudiziari. La Procura ha iscritto sei medici nel registro degli indagati per fare luce sulle responsabilità e ricostruire l’intera catena decisionale.
Dopo quell’intervento non concluso, Domenico è rimasto ricoverato in terapia intensiva, in condizioni critiche e sottoposto a sedazione farmacologica prolungata. Per settimane la famiglia ha atteso una nuova possibilità. La notizia dell’arrivo di un secondo cuore compatibile, comunicata martedì sera, aveva riacceso le speranze. Nel giro di poche ore, tuttavia, la situazione è cambiata.
Nella giornata successiva si è riunito presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli un comitato straordinario di esperti provenienti dai principali centri italiani specializzati in trapianti pediatrici. Al confronto collegiale hanno partecipato Carlo Pace Napoleone dell’Ospedale Regina Margherita, Giuseppe Toscano dell’Azienda Ospedaliera di Padova, Amedeo Terzi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, oltre a Guido Oppido dell’Ospedale Monaldi, che aveva eseguito il primo intervento ed era disponibile a procedere con il secondo. Al termine della valutazione, effettuata direttamente al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, il gruppo ha concluso che il quadro clinico era troppo compromesso per affrontare un nuovo trapianto.
La direzione strategica dell’ospedale ha informato il Centro Nazionale Trapianti e la famiglia, esprimendo vicinanza in un momento definito di estrema difficoltà. Contestualmente, al Monaldi sono giunti gli ispettori inviati dal Ministero della Salute per acquisire la documentazione relativa al primo organo danneggiato. Anche la Regione Campania ha avviato verifiche interne, producendo una relazione trasmessa al ministro della Salute.
Nel pomeriggio il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, si è recato in ospedale per incontrare la madre del bambino. Ha riferito di aver attivato i poteri ispettivi regionali e di aver trasmesso una dettagliata relazione al Ministero, assicurando che sarà fatta piena chiarezza sulle eventuali responsabilità. In serata è intervenuto anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha sottolineato come, pur nella speranza condivisa di un esito diverso, fosse necessario attenersi alle indicazioni scientifiche espresse dal comitato. Ha inoltre ribadito l’impegno del Ministero e del Centro Nazionale Trapianti nel garantire ogni possibile opportunità terapeutica e ha evidenziato la necessità di attendere gli esiti delle indagini giudiziarie e delle ispezioni ministeriali.
La storia del piccolo Domenico, divenuta in pochi giorni un caso nazionale, ha acceso i riflettori sul sistema dei trapianti e sulle procedure di trasporto degli organi. Mentre il bambino resta ricoverato in condizioni gravissime, l’attenzione si concentra ora sugli accertamenti in corso, chiamati a stabilire eventuali responsabilità in una vicenda che ha segnato profondamente la comunità e l’opinione pubblica.
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Titolo: : il cuore assegnato a un altro paziente
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