Lazio

«Niente metal detector, cancelli aperti fino a sera»

Non più fortezze chiuse da lucchetti e metal detector, ma “piazze” civiche capaci di restare accese quando cala il sole, trasformandosi in centri culturali, teatri e laboratori per il quartiere.

È questa la scommessa delle “Scuole Aperte”, un progetto che a Roma ha già conquistato 160 istituti e che ieri ha vissuto una tappa fondamentale all’Acquario Romano dell’Esquilino.

L’occasione è stata il lancio di un vademecum nazionale, nato dalla collaborazione tra Roma, Milano, Bologna e Bergamo, per tracciare la rotta amministrativa di una rivoluzione che vuole abbattere le mura tra i banchi e la strada.

«Una scuola che non teme il mondo»

«Vogliamo una scuola che non teme il mondo, che non si chiude, ma che si apre ai territori e alle comunità», ha dichiarato con forza l’assessora capitolina alla Scuola, Claudia Pratelli.

L’idea è semplice quanto radicale: trasformare le aule in presìdi di democrazia partecipata, dove studenti, genitori e cittadini possano incontrarsi oltre l’orario delle lezioni mattutine.

Il sindaco Roberto Gualtieri, aprendo i lavori, ha sottolineato come la scuola debba diventare il motore del riscatto delle periferie, un luogo dove la cultura faccia da argine al degrado e alla solitudine sociale.

L’asse dei Comuni: un manuale per l’Italia

L’Acquario Romano è diventato per un giorno il laboratorio d’Italia. Accanto a Gualtieri e Pratelli, si sono confrontati i protagonisti di questa scelta politica in altre grandi città: Anna Scavuzzo (Milano), Daniele Ara (Bologna) e Marzia Marchesi (Bergamo).

Il confronto non è stato solo ideale, ma profondamente operativo. Il pomeriggio è stato infatti dedicato a un tavolo tecnico con dirigenti scolastici, associazioni e operatori per analizzare il vademecum, uno strumento concreto per risolvere i nodi burocratici – dalle responsabilità sulla sicurezza alla gestione degli spazi – che spesso scoraggiano i presidi dall’aprire i cancelli dopo le 14:00.

I numeri della Capitale

A oggi, Roma conta 160 istituti aderenti, un numero che l’amministrazione punta a far crescere costantemente. In queste scuole, i pomeriggi si animano con corsi di musica, sport, alfabetizzazione per adulti e supporto allo studio, trasformando l’edificio scolastico nel cuore pulsante del quadrante.

«Metteremo questo manuale a disposizione di tutti i Comuni italiani», ha concluso l’assessora Pratelli, segnando l’inizio di una nuova stagione per l’istruzione pubblica: non più solo luogo di passaggio, ma casa della comunità.

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