Liguria

Nidi, in Liguria più posti e spesa superiore alla media nazionale. Ma il personale resta carente


Genova. In Italia si riduce il divario tra numero di bambini e posti disponibili nei nidi d’infanzia. Stando all’ultimo rapporto Istat a livello nazionale, anche per effetto del calo delle nascite, in media ci sono 31,6 posti ogni 100 bambini. Un valore che, tuttavia, non ha permesso il raggiungimento del target europeo sul tasso di frequenza fissato per il 2010 (33%) e rende ancora lontano quello per il 2030 (45%).

In questo contesto la Liguria si colloca in una posizione relativamente favorevole, pur all’interno di un sistema che resta segnato da carenze strutturali, liste d’attesa e disuguaglianze territoriali.

La spesa complessiva per bambino sotto i tre anni supera la media italiana – pari a 1.773 euro considerando Comuni, bonus nido Inps e contributi regionali – e si attesta intorno ai 2mila euro, posizionando la regione sopra il dato medio, ma ancora distante dai livelli delle aree più virtuose del Nord come Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta.

Il contesto resta comunque segnato da criticità comuni al resto del Paese: l’offerta di posti cresce (14.570 servizi attivi e quasi 378.500 posti autorizzati, +3,4%), ma la copertura media nazionale è al 31,6% dei bambini 0-2 anni, ancora sotto il target europeo del 33% e lontana dal 45% previsto per il 2030. La domanda continua ad aumentare e le liste d’attesa riguardano il 59,5% dei nidi, soprattutto pubblici, mentre la spinta all’ampliamento dell’offerta è trainata in gran parte dal privato. In questo scenario, la posizione ligure appare relativamente favorevole in termini di spesa e collocazione territoriale nel Nord-Ovest, ma inserita in un sistema nazionale che resta caratterizzato da carenza di posti, difficoltà di reperimento del personale educativo e forti disuguaglianze territoriali.

A Genova è proprio la carenza di insegnanti a causare i problemi maggiori. Negli ultimi mesi sono stati segnalati casi di bambini rimandati a casa per l’assenza di personale,  il Comune ha messo in campo una serie di azioni che prevedono l’assunzione immediata di nove insegnanti a tempo determinato (attingendo dall’elenco per le supplenze brevi), cui se ne aggiungeranno altri 20 entro il mese di marzo, e l’inserimento di 5 educatori del terzo settore.

In vista dell’anno scolastico 2026/2027 il Comune provvederà inoltre all’assunzione, a tempo indeterminato, di almeno 10 nuove unità che, nelle intenzioni dell’amministrazione, potranno anche essere implementate.




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