Nessuna festa per la municipale, il commento amaro di una ex vigilessa

C’è malinconia per quello che è stato, per ciò che ha rappresentato e che oggi sembra essere perso. E’ il tenore del post di un’ex vigilessa della polizia municipale di Aversa che commenta amaramente la festa mancata del corpo nel giorno del patrono San Sebastiano.
“Questa giornata non era una semplice ricorrenza: era il simbolo concreto della coesione del Corpo, della sua compattezza, della sua identità – ricorda – Era il momento in cui chi era in servizio e chi era andato in pensione si ritrovavano insieme, senza distinzioni, perché appartenere al Corpo non è mai stato un fatto temporaneo. C’erano le Autorità, le rappresentanze degli altri Corpi, la relazione annuale sulle attività svolte ed i risultati ottenuti, gli encomi per chi aveva onorato il servizio con impegno e sacrificio. Era un giorno di orgoglio, unità e rispetto”.
Da qualche anno, però, “i vertici sono cambiati e con essi è cambiato lo spirito – prosegue – Gli uomini che oggi decidono e dirigono non sono gli stessi di un tempo e, soprattutto, non sembrano amare né comprendere il lavoro e il ruolo che ricoprono”.
L’agente, oggi in pensione, evidenzia: “Questo non è un mestiere qualunque. È una funzione che richiede dedizione totale, sacrificio personale, competenza, professionalità, capacità di ascoltò, conoscenza profonda del territorio e delle sue criticità, oltre a un rapporto leale, corretto e imparziale con la cittadinanza. Chi non possiede queste qualità, o peggio non le ritiene necessarie, non dovrebbe occupare posti di comando. Questo lavoro o lo si ama o non lo si fa”, sottolinea.
Quindi l’amara conclusione, con un pensiero dedicato agli agenti ancora in attività che definisce “martiri … di un sistema pieno di falle, incoerenze e responsabilità mai assunte, dove chi lavora paga sempre il prezzo più alto”.
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