Emilia Romagna

“Nessun invito da parte del Comune a Hijazi”


Il Comune non ha invitato né il giornalista palestinese Wael Al Dahdouh né il suo interprete Suleiman Hijazi all’iniziativa che si è svolta il 3 giugno al Laboratorio Aperto. Inoltre, l’Amministrazione non era a conoscenza della posizione giudiziaria di Hijazi, emersa soltanto attraverso gli articoli di stampa pubblicati nei giorni successivi. Lo ha chiarito il sindaco Massimo Mezzetti durante il Consiglio comunale di lunedì 15 giugno, rispondendo alle interrogazioni presentate dai consiglieri Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) e Luca Negrini (FdI).

Nello specifico i due consiglieri chiedevano chiarimenti sull’organizzazione dell’evento al Laboratorio Aperto di Modena, sugli uffici e i soggetti coinvolti e sul ruolo avuto dal Comune; sugli Istituti scolastici che hanno preso parte all’iniziativa e su chi abbia predisposto il programma dell’incontro e inviato a parteciparvi il giornalista Wael Al Dahdouh e Suleiman Hijazi. Giacobazzi, in particolare, chiedeva all’Amministrazione di spiegare la posizione espressa sulla stampa dal “Movimento di Cooperazione Educativa” circa il ruolo avuto dal Comune nell’iniziativa e di sapere quali misure “si intenda adottare per evitare il ripetersi di episodi analoghi”. Il consigliere Negrini chiedeva di capire se il “Comune fosse a conoscenza della posizione giudiziaria di Hijazi” prima dell’iniziativa, se durante l’incontro sono stati distribuiti materiali relativi alla situazione israelo-palestinese e intonato il coro “Free Palestine”.

Ricostruendo l’origine dell’iniziativa, il sindaco ha spiegato che l’incontro del 3 giugno rappresentava il momento conclusivo di un progetto promosso da insegnanti aderenti al “Movimento di Cooperazione Educativa” e sviluppato con alcune scuole primarie della città. Un percorso esterno all’Amministrazione comunale, ma che aveva coinvolto direttamente il primo cittadino attraverso lettere, disegni e riflessioni inviati da bambine e bambini sui temi della pace, della guerra, del dialogo tra i popoli, della convivenza civile e della tutela dell’ambiente.

“Ho ritenuto doveroso, oltre che un bel gesto da parte di un pubblico amministratore, rispondere personalmente a quei bambini e ai loro contributi e rendermi disponibile a momenti di confronto diretto con le classi coinvolte”, ha affermato Mezzetti. Il sindaco ha poi spiegato che al progetto hanno partecipato complessivamente undici classi delle scuole Pascoli, Graziosi, Sant’Agnese, Collodi e Gramsci, di cui nove presenti all’appuntamento. Ha inoltre ricordato che non si è trattato dell’unico momento di confronto con gli alunni, dal momento che nei giorni precedenti si erano già svolti altri incontri, compreso quello del 27 maggio nella sala di rappresentanza del Comune.

Rispondendo alle richieste di chiarimento sull’organizzazione dell’iniziativa, Mezzetti ha quindi precisato che il percorso educativo era promosso dal Movimento di Cooperazione Educativa, mentre il Comune è stato coinvolto quale interlocutore istituzionale delle classi che avevano scritto al sindaco. Gli aspetti organizzativi sono stati seguiti da componenti del Gabinetto del sindaco, mentre la disponibilità degli spazi del Laboratorio Aperto è stata garantita dall’Ufficio Promozione della Città e Turismo.

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Il programma della mattinata, ha spiegato, prevedeva “semplicemente un intervento di saluto del sindaco e la possibilità poi per i bambini di intervenire dialogando con me” e “non era quindi previsto nulla che fosse riconducibile a manifestazioni o prese di posizione di natura politica”.

Per quanto riguarda la presenza del giornalista Wael Al Dahdouh, il sindaco ha riferito che l’invito “non è stato formulato direttamente dall’Amministrazione comunale” e che solo il 2 giugno è arrivata una comunicazione dalla referente del Movimento di Cooperazione Educativa, la quale segnalava che il giornalista si trovava già a Modena per altri appuntamenti pubblici e si era dichiarato disponibile a portare la propria testimonianza.

Analoga la precisazione riguardante Suleiman Hijazi, presente come interprete del giornalista. – Il Comune non lo ha invitato e non era a conoscenza della sua posizione giudiziaria – ha spiegato Mezzetti – Tale circostanza è stata appresa esclusivamente attraverso gli articoli di stampa pubblicati nei giorni successivi, aggiungendo di essere ‘ragionevolmente convinto’ che la stessa mancata conoscenza riguardasse tutte le persone presenti, comprese le insegnanti.

Il sindaco ha quindi detto che durante la sua permanenza, durata circa un’ora, il confronto con gli alunni ha riguardato esclusivamente temi educativi e valoriali, come la pace, il rispetto, il dialogo, la vita della città, i parchi, la qualità dell’ambiente urbano e la sicurezza, senza che venissero affrontati argomenti “di carattere politico o pronunciati slogan di alcun genere”. Ha inoltre ricordato di aver lasciato l’iniziativa alle 10 per precedenti impegni istituzionali e di non essere stato quindi presente durante l’intervento del giornalista palestinese né durante gli episodi successivamente riportati dagli organi di informazione. In particolare, ha ribadito di non aver assistito al coro “Free Palestine”, precisando: – Qualora i fatti si siano svolti nei termini riportati, li considero inopportuni e non coerenti con le finalità educative del percorso.

Nel corso della risposta è stato affrontato anche il tema delle comunicazioni alle famiglie. Secondo quanto riferito dal sindaco, il programma originariamente previsto sarebbe stato correttamente comunicato, mentre le famiglie potrebbero non essere state aggiornate sulla successiva presenza del giornalista palestinese. Eventuali approfondimenti su questo aspetto, ha osservato, rientrano nelle competenze delle istituzioni scolastiche.

Mezzetti ha inoltre riferito che, per quanto risulta all’Amministrazione, gli unici materiali prodotti nell’ambito del progetto sono stati le lettere e i disegni degli alunni con le relative risposte del sindaco e che il Comune non è a conoscenza di registrazioni ufficiali audio o video dell’iniziativa. Ha infine confermato la piena disponibilità dell’Amministrazione a collaborare con eventuali verifiche da parte degli organi competenti, compresi l’Ufficio scolastico regionale e il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Concludendo il proprio intervento, il sindaco ha difeso il valore educativo del progetto: – Educare alla pace, al dialogo, al rispetto reciproco e alla convivenza civile rappresenta un compito fondamentale della scuola e delle istituzioni democratiche. Allo stesso tempo ha evidenziato la necessità che percorsi di questo tipo si svolgano “sempre nella massima trasparenza, con una chiara definizione delle responsabilità organizzative, una corretta informazione delle famiglie e una particolare attenzione alla tutela dei minori coinvolti”.


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