Emilia Romagna

Nell’emergenza qualcosa non ha funzionato, troppi ritardi


Il primo campanello pubblico sulla grave rottura di una condotta idrica principale nel centro di Ravenna, lasciando gran parte della cittadinanza senza acqua potabile per tutta la notte e fino alle 10 di mercoledì scorso, è stato suonato dal sindaco Barattoni sui social col seguente messaggio video: “Il cedimento si è verificato poco prima dell’una di notte in un nodo strategico che collega le due torri pensili di via Sant’Alberto e di via Fusconi. Il guasto è stato individuato in viale Farini e i tecnici di Hera si sono immediatamente attivati per risolvere la situazione. Dopo diverse ore di lavoro, intorno alle 7 del mattino, gli operai hanno individuato il punto esatto della rottura”.

Ma ora a intervenire è il consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), che sostiene: “La prima segnalazione del fatto era stata invece indirizzata alle 21,49 di martedì allo 0544-482999 della centrale operativa della Polizia locale da un cittadino privato, che l’ha riassunta così a Lista per Ravenna: “Stavo camminando con un mio amico verso la stazione ferroviaria, diretto in zona Darsena, quando, verso le 21,40, arrivati nei pressi della rotonda, ci siamo accorti di un flusso di acqua che stava scorrendo lungo viale Farini. Proseguendo, abbiamo visto uscire da più punti un fiume che, per le dimensioni delle spaccature sull’asfalto e la quantità di acqua, ho capito dovuta alla rottura di una dorsale idrica. Subito ho chiamato i vigili urbani, che non ne erano informati”.

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“I lavori effettivi di riparazione sono però iniziati qualche ora dopo – sostiene Ancisi -. L’avviso ufficiale del Comune di Ravenna che i “tecnici di Hera sono al lavoro” è stato emesso all’1,40. Essi non dipendono però da Hera, che nel luglio 2024 ha appaltato per 4 anni più 2 rinnovabili “la manutenzione delle reti del ciclo idrico”, compresi “i servizi di pronto intervento”, nelle aree di Modena e di Imola-Ravenna, alla Cefla di Imola, la quale si avvale, per la provincia di Ravenna, della Fabbri Costruzioni di Brisighella. La chiamata in orario notturno dei tecnici e la notevole distanza chilometrica da Ravenna ha dunque provocato un ritardo non lieve, senza del quale il lavoro di ripristino della rete idrica si sarebbe concluso prima che la città si svegliasse e si attivasse. Sono convinto da sempre che i capitolati d’appalto (meglio se non sono mega appalti) dei servizi di pronto intervento devono assicurare, a prescindere da qualsiasi diversa convenienza economica, che gli interventi siano avviati con la dovuta urgenza”.

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“La vetustà delle reti non produce in genere, salvo cataclismi, danni molto gravi – prosegue Ancisi -. Sostituirle richiederebbe lavori mastodontici che metterebbero sottosopra la città. Ciò impone però che sia effettuata una costante manutenzione delle valvole attive nelle condutture idriche, sostituendole quando fuori servizio, perché sono cruciali per controllare e regolare il flusso dell’acqua, gestirne la pressione e la portata, ma soprattutto, nel nostro caso, aprirne e chiuderne il passaggio su tratti limitati delle tubature. Questa manutenzione è stata trascurata per troppi anni. Il numero delle valvole sostituite si può forse contare sulle dita di due mani. Ciò spiega perché non si è potuto chiudere esclusivamente, una volta individuata, la parte colpita dalla rottura, togliendo l’acqua potabile ad un ristretto circondario urbano, anziché alla città”.

“Il sindaco ha detto che il punto esatto della rottura è stato identificato solo verso le 7 del mattino. Esistono però sistemi in grado di evidenziare le perdite idriche in automatico, come l’app Aqs-Sys e la tecnologia Wlm-System, capaci di fornire un monitoraggio continuo delle reti e di rilevarne pro attivamente, in tempo reale, le perdite. Evidentemente, la nostra rete idrica non ne dispone” conclude Ancisi.


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