nella mensa Hera di Modena recuperati quasi diecimila pasti in tre anni

Sono quasi 168 mila i pasti recuperati dal 2009 ad oggi grazie a CiboAmico, il progetto del Gruppo Hera che combatte lo spreco alimentare e aiuta le persone in difficoltà. Un risultato che si traduce in 684mila euro di valore complessivo e quasi 74 tonnellate di rifiuti in meno, corrispondenti a 162 cassonetti e all’emissione di oltre 300 tonnellate di CO2. Senza contare i consumi di acqua, energia e terreno necessari per confezionare i pasti.
Nella Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, che ricorre ogni anno il 5 febbraio, ecco i dati principali di CiboAmico, il progetto nato dalla collaborazione con Last Minute Market, (impresa sociale e società spin off dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale) e Elior, società di ristorazione, che permette di recuperare i pasti non consumati nelle mense aziendali del Gruppo Hera e donarli a enti no-profit che assistono persone. Il progetto, attivo in 8 mense in Emilia-Romagna, solo nel 2025 ha permesso di recuperare circa 13mila pasti, pari a 5,6 tonnellate di cibo e un valore di quasi 50mila euro. Ben 8 le associazioni che beneficiano del progetto, assistendo complessivamente oltre 300 persone.
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Alla mensa Hera di Modena, dove l’iniziativa è partita nel 2023, grazie a CiboAmico è stato possibile recuperare in soli 3 anni quasi 10 mila pasti, per un valore complessivo che supera i 38 mila euro. Un risparmio che ha consentito alla onlus locale coinvolta di investire le risorse così liberate in altri progetti. Si tratta di CEIS A.R.T.E. che ha provveduto al ritiro delle eccedenze alimentari e alla loro redistribuzione quotidiana per il centro socio-occupazionale Faber. Da fine 2025 i pasti sono invece donati all’associazione Porta Aperta di Modena.
A Modena il progetto CiboAmico ha riguardato anche il Mercato Albinelli: se nelle mense l’obiettivo è il recupero dei pasti non consumati, la collaborazione con i commercianti mira invece a evitare lo spreco di quei prodotti freschi che, al termine della giornata, possono avanzare sui banchi. Si tratta di alimenti ancora perfettamente commestibili ma che, per diverse ragioni, il giorno successivo non potrebbero più essere venduti.
A partire dal 2020, sempre in accordo con il Comune di Modena, si è avviato il recupero delle eccedenze alimentari anche presso Agricola Prima Natura di via Rainusso. Questo ha permesso di allargare la rete di collaborazione alla Caritas Diocesana di Modena che effettua i recuperi attraverso le proprie strutture cittadine e Caritas parrocchiali.
“L’obiettivo 12.3 dell’Agenda Onu è dimezzare entro il 2030 lo spreco pro capite di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre lo spreco lungo le filiere di produzione e fornitura. Anche l’Unione Europea ha definito nel 2025 un target di riduzione dello spreco alimentare pari al 30% rispetto alla media 2021-23 coinvolgendo non solo i consumatori finali ma anche la ristorazione collettiva. Proprio in questo contesto si colloca il progetto CiboAmico che oltre a contribuire al raggiungimento di questi obiettivi, offre un aiuto concreto a chi è in difficoltà attraverso una partnership con le organizzazioni di volontariato del territorio e la società fornitrice del servizio di ristorazione aziendale.” – commenta Filippo Bocchi, Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità del Gruppo Hera.
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