nella Bisteccheria “reinvestivano i proventi” del clan Senese
La Procura di Roma stringe i tempi su uno dei filoni più delicati dell’inchiesta che intreccia ristorazione e capitali illeciti.
Al centro degli accertamenti c’è la “Bisteccheria d’Italia” di via Tuscolana, locale finito sotto la lente dei magistrati per presunti legami con ambienti della criminalità organizzata.
Un’indagine che si muove sul crinale tra economia legale e interessi mafiosi e che ha già avuto ripercussioni politiche, anche per il coinvolgimento – seppur indiretto – dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro, che aveva partecipazioni nella società prima di uscire dalla compagine societaria, prima che il caso esplodesse.
Nei prossimi giorni, negli uffici di Piazzale Clodio, sono attesi due interrogatori chiave: quelli di Mauro Caroccia, già detenuto per reati di stampo mafioso, e della figlia Miriam, socia della società “Le 5 Forchette”.
Per entrambi l’ipotesi accusatoria è pesante: riciclaggio e intestazione fittizia di beni, aggravati dall’aver favorito il clan guidato da Michele Senese.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, “nel corso del 2024 sarebbero stati immessi nella società capitali di origine illecita”, con l’obiettivo di ripulire denaro e consolidare la presenza del gruppo criminale nel tessuto economico romano.
Un’operazione che, se confermata, rivelerebbe una strategia ben precisa: investire in attività visibili e frequentate per rafforzare il controllo sul territorio.
L’inchiesta, però, non si limita ai due indagati. I magistrati stanno cercando di chiarire il ruolo degli altri soci e verificare se fossero consapevoli della provenienza dei fondi. Al centro degli accertamenti anche eventuali collegamenti diretti tra la gestione del locale e i vertici dell’organizzazione criminale.
Sul piano politico, la vicenda ha avuto un impatto immediato. Le prime indiscrezioni sono emerse in un momento già delicato, a ridosso del referendum sulla giustizia, alimentando tensioni e polemiche.
Le dimissioni di Delmastro hanno contribuito ad accrescere il peso mediatico del caso, trasformando un’indagine giudiziaria in un tema di scontro politico.
Ora la parola torna agli inquirenti. Gli interrogatori dei prossimi giorni rappresentano un passaggio decisivo per delineare i contorni dell’inchiesta e capire se dietro la facciata di un’attività commerciale di successo si nasconda un sistema più ampio di reinvestimento criminale nella Capitale.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





