nel nuovo Regolamento Edilizio stop alle “isole di calore” e più alberi nei lotti
Roma prova a cambiare pelle e a rispondere in modo strutturale alla sfida del clima. La Giunta capitolina ha dato il via libera a una proposta di delibera destinata a incidere profondamente sul modo di costruire e riqualificare la città, aggiornando il Regolamento Generale Edilizio con criteri ambientali stringenti.
L’obiettivo è chiaro: archiviare definitivamente il modello urbano fatto di cemento impermeabile e quartieri vulnerabili alle ondate di calore e agli allagamenti, per aprire una nuova fase in cui sostenibilità e resilienza diventino condizioni imprescindibili per ogni intervento edilizio.
Il provvedimento, inserito nel quadro delle politiche di mitigazione e adattamento climatico e coordinato dall’Ufficio Clima guidato da Edoardo Zanchini, ridefinisce i requisiti minimi per ottenere i permessi di costruzione, intervenendo sia sulle nuove edificazioni sia sulle ristrutturazioni più rilevanti, quelle che superano il 15% del volume complessivo.
Le nuove regole introducono obblighi precisi per progettisti e costruttori. Tra questi, spicca il vincolo sulla permeabilità dei suoli: almeno la metà delle superfici libere dovrà essere in grado di assorbire l’acqua piovana, riducendo il rischio di allagamenti.
A questo si aggiunge l’obbligo di destinare una quota significativa degli spazi aperti a verde “di piena terra”, con alberature capaci di contrastare l’effetto isola di calore.
Non solo. Diventano obbligatori anche i sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque meteoriche, mentre per i grandi parcheggi entra in scena la produzione di energia rinnovabile: nelle aree di sosta più estese, almeno metà dei posti dovrà essere coperta da impianti fotovoltaici.
Accanto ai vincoli, il Campidoglio introduce anche un sistema di incentivi per accompagnare la transizione. Premi volumetrici o riduzioni degli oneri di costruzione sono previsti per chi punta su edifici a energia positiva, tetti verdi o soluzioni naturali come la fitodepurazione.
Allo stesso tempo, vengono semplificate alcune norme tecniche: ad esempio, gli spessori aggiuntivi per l’isolamento termico o gli spazi destinati agli impianti bioclimatici non incideranno più sul calcolo del volume, favorendo interventi più efficienti senza penalizzare la superficie abitabile.
C’è poi un’attenzione crescente anche al ciclo dei materiali: almeno il 15% di quelli utilizzati dovrà provenire da recupero o riuso, in linea con i principi dell’economia circolare.
Il sindaco Roberto Gualtieri rivendica la portata del provvedimento, sottolineando la necessità di superare definitivamente modelli urbanistici ormai obsoleti e di premiare chi investe in innovazione ambientale.
Sulla stessa linea l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, che indica la direzione: criteri come ombreggiamento, risparmio idrico e depavimentazione dovranno diventare la normalità, non più eccezioni virtuose.
Il testo approderà ora in Assemblea Capitolina per il via libera definitivo.
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