Lazio

nel mirino ristoranti e pescherie

Il pranzo di Pasqua sul litorale romano finisce sotto la lente d’ingrandimento della Guardia Costiera.

Un’operazione complessa, condotta dai militari della Direzione Marittima del Lazio, ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di prodotti ittici privi di tracciabilità, con un bilancio pesante che tocca il cuore della biodiversità marina a Santa Marinella.

Lo “scempio” dei ricci di mare

Il caso più eclatante è stato registrato proprio nella “Perla del Tirreno”. All’interno di un noto ristorante, i militari hanno rinvenuto oltre 20 chili di polpa di riccio stoccata in vaschette di alluminio, totalmente priva di etichettatura o documenti che ne attestassero la provenienza.

I numeri dell’illecito sono impressionanti: per ottenere quel quantitativo di polpa è stato necessario il prelievo di oltre 10.000 esemplari di riccio di mare, una specie fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema marino e spesso vittima di bracconaggio selvaggio.

I numeri del blitz regionale

L’intensificazione dei controlli, durata 15 giorni e coordinata dal confine toscano a quello campano, ha prodotto risultati significativi:

Ispezioni effettuate: 36 ristoranti, 14 pescherie e 10 mercati rionali.

Sequestri totali: Oltre 350 chili di prodotto ittico non tracciato.

Sanzioni: Elevate multe per un totale di 35.000 euro.

Focus su specie protette e mense scolastiche

L’operazione della Guardia Costiera si è mossa su tre direttrici strategiche. Oltre al contrasto alla vendita di molluschi e mitili “fantasma”, i militari hanno vigilato sul divieto di cattura di specie protette in questo periodo, come il pesce spada e il tonno alalunga, spesso preda di pescatori non professionali.

Un capitolo a parte è stato dedicato alla sicurezza dei più piccoli: sono state infatti ispezionate le filiere dei centri di preparazione pasti per le mense delle scuole dell’infanzia e primarie, al fine di garantire che sulle tavole degli istituti arrivi solo pescato certificato e sicuro.

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