nel mirino anche una consigliera municipale
Si allarga e si irrigidisce il fronte politico attorno all’operazione sulle case Enasarco, trasformata ormai da intervento sull’emergenza abitativa a terreno di scontro aperto tra maggioranza e opposizione in Campidoglio.
Al centro della contesa c’è la delibera approvata a dicembre 2025, che prevede l’acquisto da parte del Comune di 338 immobili da destinare all’edilizia residenziale pubblica.
Un piano ambizioso, ma finito sotto pressione: da un lato i ricorsi presentati da centinaia di ex proprietari, dall’altro le critiche sempre più dure del centrodestra, che ora solleva nuovi interrogativi su alcune compravendite legate agli stessi stabili.
Dopo il caso che ha coinvolto Francesco Laddaga, torna infatti a far discutere una vicenda simile nel IV Municipio. A rilanciarla è il coordinatore romano di Fratelli d’Italia, Marco Perissa, che parla apertamente di un episodio “sospetto” riguardante una consigliera di maggioranza.
Secondo quanto riferito dall’esponente di FdI, l’immobile sarebbe stato acquistato nel 2018 e rivenduto pochi mesi prima della conclusione dell’operazione Enasarco a un prezzo sensibilmente più alto.

Un tempismo che, sottolinea Perissa, coinciderebbe con l’inserimento dell’appartamento tra quelli destinati a diventare parte dei cosiddetti “condomini misti”, dove convivrebbero proprietà private e alloggi popolari.
Un elemento che ha riacceso le polemiche politiche. Per il centrodestra, infatti, la creazione di questi condomini rappresenta un punto critico, sia per le possibili tensioni sociali legate alla convivenza, sia per il rischio di svalutazione degli immobili acquistati sul mercato libero.
La linea è condivisa anche da Fabrizio Santori, che insieme a Fratelli d’Italia chiede lo stop immediato dell’operazione. “Serve chiarezza”, è il messaggio che arriva dall’opposizione, pronta a portare la questione nelle sedi istituzionali con interrogazioni mirate.
Il caso ha innescato anche uno scontro diretto tra esponenti politici. La consigliera regionale di FdI Laura Corrotti ha parlato di un’operazione “costosa e poco trasparente”, mettendo in dubbio la sua efficacia nel rispondere all’emergenza abitativa e sottolineando le “contraddizioni politiche” emerse negli ultimi giorni.
Di segno opposto la replica del Partito Democratico, affidata al presidente della commissione Casa Yuri Trombetti. Trombetti ha difeso l’operato del Campidoglio, rivendicando la piena trasparenza del percorso e invitando l’opposizione a lavorare su proposte concrete, a partire dagli emendamenti regionali per la definizione dei criteri di assegnazione degli alloggi.
La tensione, però, resta alta. Corrotti ha rilanciato, sostenendo che non servono correttivi ma una revisione radicale dell’intervento: fermarsi, valutare e chiarire, prima di procedere oltre.
Nel frattempo, l’operazione Enasarco continua a muoversi su un crinale delicato, sospesa tra l’obiettivo di ampliare l’offerta di case popolari e il rischio di diventare un nuovo caso politico destinato a segnare il dibattito romano nei prossimi mesi.
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