Marche

Nel Fermano la stagione balneare parte col sorriso. Montagnoli (Sib): «Prenotazioni in aumento»

La stagione balneare sta per entrare nel vivo. Primo weekend di sole per testare gli umori dopo una falsa partenza compromessa dai capricci del meteo. Per carità, siamo ancora maggio, in alcuni chalet si devono completare gli ultimi ritocchi, ma nel complesso servizi in spiaggia e al bar saranno assicurati. Il morale tra gli operatori è alto, assicura il presidente del Sib, Romano Montagnoli.

di Sandro Renzi

La stagione balneare sta per entrare nel vivo. Primo weekend di sole per testare gli umori dopo una falsa partenza compromessa dai capricci del meteo. Per carità, siamo ancora maggio, in alcuni chalet si devono completare gli ultimi ritocchi, ma nel complesso servizi in spiaggia e al bar saranno assicurati. Il morale tra gli operatori è alto, assicura il presidente del Sib, Romano Montagnoli. «Le prenotazioni ci sono -conferma- soprattutto quelle dei clienti del posto. La situazione internazionale e il costo dei biglietti aerei spingono a restare in Italia e questo indirettamente agevola anche il nostro turismo. Ovviamente da qui a settembre ci sarà anche qualche intervallo, ritengo comunque che le aspettative siano buone per questa estate». Spiagge piene, allora, e consumi costanti, se non addirittura in calo, come peraltro sta avvenendo da qualche anno a questa parte. «Arriveremo ad una occupazione del 100% degli ombrelloni nel mese di agosto -chiarisce ancora il presidente del sindacato dei balneari- ma già ora partiamo con una richiesta molto alta, più dell’anno scorso». Una settimana di vacanza per una persona, in una località non blasonata, alla fine costa quanto l’affitto di un ombrellone per tutta la stagione.

Gli chalet con annesso ristorante hanno già cominciato a lavorare nel mese di aprile e questa domenica, complici le comunioni, molto di loro sono sold out. Ombrelloni e lettini posizionati, conferme arrivate, torrette per il salvataggio installate, resta però l’incognita dei consumi al bar che non raggiungono più i livelli del passato. Pesano l’inflazione, in parte assorbita dagli stessi balneari che lasciano invariate le tariffe dei servizi, e i timori dei clienti, tanti pendolari, che stanno attenti al portafoglio e preferiscono portarsi il pranzo da casa per risparmiare. Il futuro dei balneari, dal canto loro, è ancora appeso ad un filo. La direttiva Bolkestein è lì e va rispettata, dice l’Ue. «I Comuni hanno tempo fino a giugno del prossimo anno per pubblicare i bandi e per aprire successivamente le buste in autunno. Potrebbe esserci un’ulteriore proroga a marzo 2028 ma siamo in attesa di sviluppi» spiega Montagnoli che aggiunge «in Liguria, ad esempio, il 90% degli stabilimenti è stato già riassegnato nonostante la presenza di alcune società anche lombarde che hanno partecipato a tutti i bandi. Certo è che ad oggi, su 650 Comuni costieri, solo una cinquantina ha fatto i bandi peraltro incappando in ricorsi e contenziosi. Quello che chiediamo è una maggiore tutela delle aziende esistenti. Vediamo cosa verrà fuori dal confronto col Governo». Per alcuni o molti, non è dato saperlo, quella in corso potrebbe essere la penultima stagione prima di dover passare la mano ad un nuovo concessionario.

Almeno su altro fronte si è fatto chiarezza. Parliamo del salvataggio a mare. Al netto della difficoltà di trovare bagnini «al punto che a Ravenna -racconta Montagnoli- hanno dovuto fare ricorso anche al personale dalla Croazia», si è arrivati in Regione ad una “sintesi” sul servizio di salvamento. Il calendario della stagione balneare parte il 30 maggio e termina il 7 settembre, di fatto recuperando 25 giorni sul periodo di obbligatorietà del salvataggio. Una scelta che va ad impattare su 900 operatori balneari e circa 180 chilometri di costa. Decisiva l’interlocuzione avviata con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e col Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto. L’orario di apertura delle strutture, anche per le attività di servizio alla balneazione, sarà dunque dalle 10 alle 18. Ovviamente resta la facoltà di potenziare volontariamente il servizio stesso. Fino a qualche settimana fa girava voce che il servizio dovesse obbligatoriamente essere garantito fino alla chiusura dell’attività.

 

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