Abruzzo

nel 2025 valori nei limiti e poche criticità, superamento dei limiti nella postazione di Chieti Scalo


Nel 2025 i livelli misurati dalla rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria in Abruzzo mostrano concentrazioni medie degli inquinanti in linea o inferiori rispetto ai valori osservati negli ultimi cinque anni. I dati diffusi da Arpa Abruzzo indicano un lieve ma progressivo miglioramento del quadro complessivo, con valori più elevati che si registrano prevalentemente nelle aree a maggiore urbanizzazione e lungo le principali arterie interessate dal traffico veicolare.

“I dati del 2025 – sottolinea il direttore generale di Arpa Abruzzo, Maurizio Dionisio – rappresentano un passaggio importante di lettura e di verifica, soprattutto in vista dei limiti più stringenti che entreranno in vigore tra meno di 4 anni. Il trend complessivo che emerge dal monitoraggio regionale – continua Dionisio – indica un progressivo miglioramento della qualità dell’aria, che consente di guardare con fiducia all’orizzonte del 2030. Al tempo stesso – conclude – le criticità ancora presenti richiamano la necessità di proseguire con maggior rigore nelle attività di monitoraggio e analisi, promuovendo politiche di riduzione delle emissioni in un percorso che coinvolge istituzioni, territori e cittadini”.

Le concentrazioni medie degli inquinanti risultano più elevate nell’area dell’agglomerato Chieti–Pescara, che comprende anche i comuni di Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla al Mare. Un dato coerente con la maggiore densità abitativa e con la presenza delle principali attività antropiche. Valori medi più contenuti si osservano invece nella zona definita “a maggiore pressione antropica”, che include, tra gli altri, i comuni di Teramo e L’Aquila.

Un dato ricorrente riguarda le postazioni di monitoraggio collocate in contesti caratterizzati da un’intensa circolazione veicolare, dove si registrano generalmente le concentrazioni più elevate. In particolare, all’interno della zona a maggiore pressione antropica, il biossido di azoto (NO₂) presenta valori più alti nella centralina di Teramo Porta Reale, dove l’incidenza del traffico si rivela determinante nella formazione dell’inquinante.

Per quanto riguarda le polveri sottili PM10, nel 2025 la media annuale regionale non ha raggiunto, in nessun punto della rete, il valore limite di 40 microgrammi per metro cubo (μg/m³) previsto dalla normativa. Anche il limite dei 35 superamenti annui del valore giornaliero di 50 μg/m³ non è stato raggiunto nell’arco dell’anno dalle centraline di Arpa Abruzzo. Le concentrazioni più elevate sono state rilevate nelle centraline di Pescara, in particolare in quella di via Sacco, con 2 superamenti registrati anche a L’Aquila. Nel corso dell’anno si sono inoltre verificati frequenti episodi di afflusso di polveri sahariane sul territorio regionale, un fenomeno naturale che può determinare incrementi temporanei del particolato in atmosfera. Per questo motivo, nella valutazione della qualità dell’aria assume particolare rilievo il valore medio annuale, calcolato su almeno il 90% dei dati validi, che conferma il rispetto dei limiti.

Anche per il PM2,5 il quadro si conferma positivo. Il valore medio annuale del 2025 è risultato inferiore al valore obiettivo di 25 μg/m³ in tutta la regione. Le postazioni dell’agglomerato mostrano valori medi più elevati rispetto alle altre aree, senza tuttavia superamenti dei limiti previsti.

Il valore limite annuale di 40 μg/m³ per il biossido di azoto (NO₂) è stato rispettato in tutte le centraline regionali. Le concentrazioni risultano più alte nell’agglomerato rispetto alle altre zone, in particolare nelle aree maggiormente interessate dal traffico veicolare. In questo contesto si colloca ancora una volta la centralina di Teramo Porta Reale, dove la componente legata alla circolazione incide maggiormente sui valori rilevati, che restano comunque entro i limiti di legge.

Per quanto riguarda l’ozono (O₃), nel 2025 non si sono registrati superamenti del valore soglia di informazione pari a 180 μg/m³. Nei mesi estivi, tuttavia, le concentrazioni hanno raggiunto livelli elevati, con superamenti del valore obiettivo di 120 μg/m³, calcolato come media massima giornaliera su 8 ore. In particolare, il numero di superamenti è risultato superiore ai 25 previsti dalla normativa nelle postazioni di Chieti Scalo (scuola Antonelli) e di via Sacco a Pescara, un andamento tipico per questo inquinante, favorito dall’elevata radiazione solare e dalle alte temperature.

Le concentrazioni medie annuali di benzene si sono mantenute ampiamente al di sotto del limite di 5 μg/m³ in tutte le stazioni. Anche in questo caso, pur con valori molto contenuti, le postazioni collocate lungo le principali direttrici di traffico mostrano concentrazioni relativamente più elevate. I livelli di monossido di carbonio (CO) e anidride solforosa (SO₂) sono risultati infine sempre ampiamente inferiori ai rispettivi limiti normativi in tutte le stazioni e per l’intero arco dell’anno.

Nel complesso, i dati delineano una qualità dell’aria generalmente buona su scala regionale, con criticità circoscritte ai contesti urbani e riconducibili in larga parte al traffico veicolare e a specifiche condizioni meteorologiche. Un quadro che conferma l’importanza del monitoraggio continuo e delle politiche di contenimento delle emissioni, in particolare nelle aree maggiormente esposte a pressioni antropiche


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