Neil Young condivide una nuova canzone contro Trump: ascolta “Big Crime”
Lo scorso 27 agosto Neil Young è salito sul palco di Chicago insieme alla sua nuova band, i Chrome Hearts. Durante il concerto ha presentato in anteprima “Big Crime”, un inedito che prende di mira il presidente Donald Trump. Subito dopo l’esecuzione, l’artista canadese ha pubblicato sul suo sito ufficiale Neil Young Archives l’audio della performance, accompagnato dal testo del brano: “Don’t need no fascist rules/ Don’t want no fascist schools/ There’s big crime in D.C. at the White House” (“Non abbiamo bisogno di regole fasciste/ Non vogliamo scuole fasciste/ C’è un grande crimine a Washington D.C., alla Casa Bianca”).
Ascolta qui sotto “Big Crime”.
Il pezzo nasce come risposta al recente dispiegamento della Guardia Nazionale e degli agenti dell’ICE a Washington, misura annunciata da Trump all’inizio del mese con l’obiettivo di rafforzare il controllo sulla criminalità. Secondo quanto riportato da The Hill, dall’entrata in vigore del provvedimento sarebbero già state arrestate quasi 1.200 persone. Naturalizzato cittadino statunitense nel 2020, Young – originario del Canada – ha più volte manifestato la sua opposizione nei confronti di Trump e delle sue politiche, confermando anche con “Big Crime” il suo ruolo di voce critica.
Neil Young aveva anche espresso il timore di essere fermato alla frontiera al suo ritorno negli Stati Uniti dopo il tour europeo. “Se durante i miei concerti in Europa parlo male di Trump, rischio di essere tra coloro che, al rientro in America, vengono fermati o costretti a dormire su una lastra di cemento con solo una coperta di alluminio”, ha dichiarato il cantautore canadese, che di recente aveva anche presentato un brano contro Elon Musk, intitolato “Let’s Roll Again”. La canzone è insieme un’esortazione a costruire auto ecologiche e un’invettiva contro il patron della Tesla, con i versi diventati ormai celebri che riecheggiano la melodia di “This Land Is Your Land” di Woody Guthrie: “If you’re a fascist, then get a Tesla/ If it’s electric/ It doesn’t matter/ If you’re a Democrat, then taste your freedom/ Get whatever you want, and taste your freedom” (“Se sei un fascista, allora prendi una Tesla/ Se è elettrica/ Non importa/ Se sei un democratico, assapora la tua libertà/ Prendi quello che vuoi, e assapora la tua libertà”). Nel brano, il cantautore canadese invita l’industria automobilistica americana a “proteggere i nostri figli” producendo veicoli elettrici a un ritmo che possa competere con quello della Cina, che è “molto più avanti — loro costruiscono auto pulite” (“È dura da mandare giù!”, aggiunge).