Marche

nei guai il calciatore camerunese Amos Ibii Ngwang e un amico

MACERATA Era finito nella bufera a causa di un video postato su Tik Tok in cui si era fatto riprendere da un amico davanti alla questura di Macerata e aveva deriso la polizia, fatto allusioni sulla figlia della premier Giorgia Meloni e lanciato provocazioni al vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Ora la procura ha chiuso l’indagine contestando al calciatore camerunese 28enne Amos Rodrigue Franklin Ibii Ngwang il reato di vilipendio delle istituzioni. In concorso con lui è indagato chi ha girato il video, un connazionale di 25 anni, Kevin Stephane Bolingo.

La vicenda

Il video era stato postato su Tik Tok lo scorso aprile, qualcuno lo aveva segnalato al ministro Salvini che lo aveva rilanciato sui suoi canali social Facebook e Instagram con sotto il suo commento: «Ci mancava questo idiota». Da lì il video era diventato virale. Nel filmato, di pochi secondi, si vedeva Ibii Ngwang, all’epoca attaccante della Cluentina, squadra che milita in Promozione, in piazza della Libertà davanti alla questura e a due auto della polizia in sosta. Con grandi occhiali da sole, cappellino con sopra il cappuccio della felpa e giubbotto aveva esordito: «Salvì, questa macchina – indicando una “pantera” – la vendo a 50 centesimi». Ancora: «Melò (riferendosi chiaramente alla presidente del Consiglio) ho saputo che hai una bella figlia… io sono negro, bello figo, con mio fratello bello figo. Mangiamo gratis, dormiamo gratis, non paghiamo l’affitto e poi sco… le ragazze italiane».

Le conseguenze

Diventato virale il video, una volta informata dell’accaduto la Cluentina Calcio aveva stigmatizzato il fatto e interrotto ogni rapporto con il giocatore rescindendo immediatamente il contratto. Intanto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva firmato il provvedimento di espulsione, bloccato poi dal giudice di Ancona. Ibii Ngwang nel frattempo si era scusato pubblicamente per la bravata scrivendo anche una lettera. Dallo scorso settembre è tornato a giocare, questa volta al San Claudio che milita in prima categoria. «La nostra società – aveva detto a settembre Simone Salvucci, consigliere del direttivo e responsabile della comunicazione – vuole rilanciare Ibii sia umanamente che calcisticamente. È stato con noi due anni e posso assicurare che si tratta di un ottimo giocatore e soprattutto di un ragazzo eccezionale».

Il pubblico ministero Rosanna Buccini contesta a Ibii Ngwang e al connazionale il vilipendio anche alla polizia di Stato. Ora entrambi avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive. Sono difesi dagli avvocati Olindo Dionisi (per Ibii Ngwang) e Silvia Panico (per Bolingo).




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