Negoziati in stallo, l’Iran: “Non trattiamo sotto le minacce”. Domani Araghci vede Putin a Mosca
Continuano le tensioni tra l’Iran e gli Stati Uniti. Sul tavolo delle trattative, che proseguono a oltranza, ovviamente c’è lo stretto di Hormuz, cruciale per l’energia: da lì, infatti, transita il 20% del petrolio mondiale. Ma c’è anche il tema non meno importante dell’uranio arricchito, che gli Stati Uniti vogliono neutralizzare a tutti i costi, temendo che Teheran possa utilizzarlo, prima o poi, per fabbricare ordigni nucleari. Washington ha chiesto che il tema sia “congelato” per venti anni, ma l’Iran non vuol saperne.
Poi si discute anche del Libano, che le forze israeliane continuano a martellare nella parte meridionale. L’Iran chiede garanzie di pace per Beirut, lo stop alle sanzioni e lo sblocco dei fondi bloccati. Sui punti della trattativa c’è distanza tra le parti. Ma la notizia positiva è che si va avanti con le discussioni.
Mosca conferma la visita del ministro degli Esteri iraniano per colloqui
Il ministero degli Esteri russo ha confermato oggi che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si recherà a Mosca per colloqui. “Confermiamo la visita di Araghchi in Russia con l’obiettivo di avviare dei colloqui”, ha dichiarato il ministero all’agenzia di stampa RIA Novosti, senza fornire ulteriori dettagli. In precedenza, l’agenzia di stampa iraniana Isna aveva citato l’ambasciatore di Teheran in Russia, Kazem Jalali, secondo il quale Araghchi avrebbe incontrato il presidente russo Vladimir Putin a Mosca lunedì per “consultarsi con i funzionari russi in merito agli ultimi sviluppi dei negoziati, al cessate il fuoco e agli sviluppi correlati”.
Media: “Araghchi incontrerà Putin domani a Mosca”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi incontrerà domani a Mosca Vladimir Putin, durante una visita per discutere dei negoziati di pace in corso in Medio Oriente. Lo ha riferito oggi l’agenzia di stampa Isna, citando l’ambasciatore iraniano in Russia. Durante la sua visita programmata nella capitale russa, parte di un tour iniziato venerdì a Islamabad, Araghchi discuterà con i funzionari russi “gli ultimi sviluppi nei negoziati, il cessate il fuoco e le questioni correlate, e presenterà un rapporto su questi negoziati ai funzionari russi”, ha aggiunto l’agenzia iraniana.
I massimi diplomatici iraniani e sauditi hanno avuto colloqui telefonici
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, hanno avuto un colloquio telefonico per scambiarsi opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e diplomatici. Lo scrive al Jazeera. “Nel corso di questa conversazione, il ministro degli Esteri del nostro Paese ha illustrato vari aspetti della situazione attuale nella regione, in particolare gli sviluppi relativi al cessate il fuoco, e ha informato il suo omologo saudita sugli ultimi sforzi e sulle iniziative diplomatiche della Repubblica islamica dell’Iran per porre fine alla guerra e ridurre le tensioni”, si legge in un comunicato diffuso dall’emittente.
Il ministro degli Esteri iraniano arrivato a Islamabad dopo una tappa in Oman
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi è arrivato a Islamabad oggi pomeriggio per una breve visita prima di ripartire per Mosca. Lo ha confermato all’agenzia ANSA un funzionario governativo. Il governo di Islamabad non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito, né ha fornito dettagli sul suo programma. Ieri Araghchi era stato a Islamabad dove aveva incontrato i vertici politici e militari del Pakistan per discutere della crisi mediorientale e poi si era spostato a Muscat in Oman per altri colloqui.
Pezeshkian, ‘dagli Usa politica di pressione durante i negoziatì
Teheran denuncia un atteggiamento di “politica di pressione” da parte degli Usa in fase di negoziato e “nel periodo di tregua” in corso: è quanto affermato, secondo l’agenzia Mehr, dal presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in una conversazione telefonica con il premier pakistano Shehbaz Sharif. Sulla stessa linea, Pezeshkian ha sostenuto che “le azioni legate alle cosiddette restrizioni marittime di Washington contro l’Iran costituiscono una chiara violazione degli accordi di cessate il fuoco e sono incompatibili con la Carta delle Nazioni Unite”. E tali misure, insieme a una retorica minacciosa, hanno “aumentato i dubbi sull’impegno degli Stati Uniti nel processo diplomatico”, secondo quanto aggiunge la Mehr.
Media, Israele ha ripreso a colpire il sud del Libano
Un organo di stampa statale libanese ha riferito che l’esercito israeliano ha iniziato a colpire il Libano meridionale, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per sette città e villaggi, nonostante il cessate il fuoco con Hezbollah, gruppo filo-iraniano. “Aerei da guerra israeliani hanno effettuato un attacco” su Kfar Tibnit, una delle città oggetto dell’avviso israeliano, ha riferito l’agenzia di stampa libanese Ani, aggiungendo che ci sono state segnalazioni di vittime. In base ai termini del cessate il fuoco, entrato in vigore il 17 aprile, Israele si riserva il diritto di continuare a colpire Hezbollah.
Presidente Iran al premier pakistano: “No a negoziati sotto pressione”
L’Iran “non entrerà in negoziati sotto pressioni, minacce, assedio”. Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Mehr all’indomani della notizia del colloquio telefonico con il premier pakistano, Shehbaz Sharif, incentrato sugli ultimi sviluppi nella regione. Secondo l’agenzia, Pezeshkian ha contestato “continue violazioni e comportamenti coercitivi da parte degli Stati Uniti”. Il presidente iraniano, si legge, ha anche ribadito che Teheran resta impegnata a “costruire e rafforzare” le relazioni con “tutti i Paesi vicini” e a difendere la “sicurezza nazionale”. Ieri da parte pakistana avevano riferito di un colloquio telefonico di circa 50 minuti tra il primo ministro pakistano e il presidente iraniano, dopo la visita a Islamabad del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e l’annullamento della missione Usa guidata da Steve Witkoff e Jared Kushner.
Iran: media, colloquio telefonico tra ministro Esteri turco e negoziatori Usa
Il ministro deegli Esteri turco, Hakan Fidan, ha avuto un colloquio telefonico incentrato sull’Iran con “negoziatori americani” coinvolti nel lavoro diplomatico. Lo riferisce l’agenzia turca Anadolu, che cita fonti diplomatiche secondo le quali Fidan ha avuto uno scambio di opinioni sugli ultimi sviluppi nei difficili negoziati tra Usa e Iran.
Ministro degli Esteri dell’Iran ha incontrato a Muscat il sultano dell’Oman
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in visita a Muscat, ha incontrato il sultano dell’Oman, Haytham bin Tariq Al Said. Lo riferisce l’agenzia omanita Ona che dà notizia di consultazioni sulla situazione nella regione, “sul lavoro di mediazione e sulle iniziative diplomatiche per porre fine ai conflitti in corso”. Il sultano dell’Oman ha insistito sull’ “importanza” di “dialogo e diplomazia”.
Nervi tesi tra Iran e Usa ma si continua a trattare
Le trattative fra Stati Uniti e Iran vanno avanti, nonostante le durissime prese di posizione che sembrano aver posto fine a ogni minimo spiraglio. Le parti sono ancora lontane per vedersi di persona attorno a un tavolo. Ogni avvicinamento per il momento è bloccato. Teheran è ferma sulle proprie posizioni, indicate dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi: “Nessun secondo round di colloqui è in programma”, rivela una fonte vicina al regime. “Il ministro non ha alcun mandato per parlare di nucleare, in questo momento”. Ma a Islamabad c’è andato. Per cosa, dunque? Evidentemente per tentare una possibile mediazione, o vedere se vi sono gli spiragli per farla partire. Intanto il presidente Usa Donal Trump tiene fermi i suoi uomini incaricati di trattare, Jared Kushner e Steve Witkoff. L’ordine è questo: “Se gli iraniani vogliono ci chiamano loro”. Trump tiene il punto, come ha spiegato chiaramente: “Quando ho annullato il viaggio (dei propri mediatori, ndr) nel giro di dieci minuti è arrivata un’altra proposta, molto più convincente. Hanno offerto parecchio, ma non abbastanza”. E nel rivelare questo dettaglio fa intendere che a Teheran ci siano molte divisioni e parecchia confusione sul da farsi. Tesi seccamente smentita dall’Iran, che parla di “propaganda statunitense”.
Trump: “Questo incidente (sparatoria a Washington, ndr) non mi distoglierà dal vincere la guerra in Iran”
“Questo incidente” alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca “non mi distoglierà dal vincere la guerra in Iran”. Lo ha detto Donald Trump.
Intercettata una nave della “flotta ombra” dell’Iran nel mar Arabico
Una delle navi della “flotta ombra” che trasporta petrolio iraniano è stata intercettata nel mar Arabico da un elicottero della Marina degli Stati Uniti, decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney. Lo riferisce il Comando Centrale americano in un posto sui social media precisando che la nave mercantile sta ottemperando alle direttive militari Usa di fare ritorno in Iran sotto scorta. La Sevan è una delle 19 navi sanzionate dal dipartimento del Tesoro americano per il trasporto verso di prodotti energetici iraniani, petrolio e gas, inclusi propano e butano, per un valore di miliardi di dollari. Il Comando centrale ha anche fatto sapere che dall’inizio del blocco navale sono state respinte 37 navi.
Libano, nuovi raid d’Israele nel sud dopo l’ordine di Netanyahu
I media statali libanesi hanno riportato in serata una serie di nuovi attacchi israeliani in almeno quattro diverse località nel sud del Paese, dopo che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva ordinato al suo esercito di attaccare Hezbollah a seguito di presunte violazioni del cessate il fuoco. L’agenzia di stampa statale National News Agency ha riportato due attacchi in rapida successione in una città del distretto di Bint Jbeil, un altro in una città del distretto di Tiro e attacchi in altre due città del distretto di Nabatieh.
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