necessari 800mila euro di fondi
OULX – A Oulx, punto di passaggio cruciale per i migranti che tentano la traversata verso la Francia, la situazione è diventata insostenibile: il Rifugio Massi, che ogni anno accoglie circa 20.000 persone, è stato costretto a una chiusura parziale.
Tagli forzati e istituzioni assenti
Le cause sono puramente economiche. Per mantenere operativa la struttura servono circa 800.000 euro l’anno, fondi che oggi mancano all’appello. Don Luigi Chiampo, responsabile del rifugio, comunica la mancanza di fondi e risorse e spiega che bisogna ottimizzare quel che resta. La chiusura di sei ore al giorno è necessaria per evitare ulteriori disagi.
Una decisione che pesa su un comune di soli 3.000 abitanti, già sotto pressione per il costante flusso migratorio e turistico. I volontari puntano il dito contro le istituzioni: “Sono assenti, non finanziano ciò che funziona e scommettono sulla marginalità”, denuncia un residente.
Il rischio sanitario: visite in strada
Le conseguenze della chiusura sono profondamente umane e sanitarie, infatti senza l’accesso al rifugio, i medici dell’associazione Rainbow 4 Africa sono costretti a visitare i migranti direttamente in strada.
Questa precarietà impedisce diagnosi accurate: «In strada i pazienti non possono spogliarsi e problemi gravi sfuggono alle cure», racconta il medico volontario Federico Tremoloso. Tra i casi limite, quello di una donna con un’infezione ai punti di un taglio cesareo, subìto in Libia poco prima della traversata mediterranea, scoperta quasi per caso.
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