Calabria

’Ndrangheta, l’allarme della magistratura: 85 procedimenti nel distretto di Catanzaro, Reggio capitale della lotta al narcotraffico

«La ’ndrangheta continua a rappresentare una piaga che soffoca il tessuto sano della comunità». È il quadro tracciato da Concettina Epifanio, presidente della Corte d’appello di Catanzaro, nella relazione per la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto del capoluogo calabrese.

Un fenomeno ancora pervasivo

Secondo Epifanio, la criminalità organizzata di matrice ’ndranghetista resta «asfissiante e pervasiva», capace di tramandarsi «di padre in figlio, di generazione in generazione», nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura. La presidente ha richiamato anche la relazione del procuratore capo della Dda di Catanzaro, Salvatore Curcio, secondo cui la ’ndrangheta è oggi «l’organizzazione criminale più pericolosa e potente tra le mafie».

«Tutti i circondari del distretto – ha aggiunto Epifanio – registrano la presenza di associazioni mafiose forti e temibili, con una elevata capacità di condizionamento e infiltrazione nei settori economici, istituzionali e politici del territorio».

Il peso sulla Procura

Il fenomeno è tale che nella Procura di Catanzaro la metà dei magistrati, 15 su 30, è assegnata alla Direzione distrettuale antimafia. Un carico di lavoro che, come evidenziato da Curcio, continua a essere «gravoso».

Nel periodo compreso tra il 1 luglio 2024 e il 30 giugno 2025 sono stati iscritti 85 procedimenti per il reato di associazione mafiosa (articolo 416 bis del codice penale), un dato che resta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.

Reggio Calabria: capitale mondiale del contrasto al narcotraffico

Di segno opposto, almeno nei risultati, è il bilancio tracciato a Reggio Calabria. Il procuratore capo Giuseppe Borrelli rivendica con orgoglio il ruolo della magistratura reggina: “Siamo un riferimento internazionale per il contrasto al narcotraffico, riconosciuto in Italia e nel mondo”. Nonostante risorse tutt’altro che “eccezionali”, gli apparati giudiziari hanno prodotto risultati definiti “importantissimi”. La sfida ora è razionalizzare ciò che si ha a disposizione, in attesa di una svolta logistica fondamentale: la consegna del nuovo palazzo di giustizia, prevista per la fine del 2027. Un’opera che, secondo Borrelli, avrà riflessi immediati sulla qualità dell’amministrazione della giustizia, non più costretta in spazi angusti e inadeguati. La ‘ndrangheta non aspetta Il filo rosso che unisce i due distretti resta la lotta alla “più potente organizzazione criminale al mondo”. Le indagini si susseguono senza sosta, ma la sensazione è che i magistrati stiano operando “a prezzo di enormi sacrifici”. Se lo Stato vuole davvero vincere la guerra contro le cosche, la Calabria chiede che alla retorica dei successi seguano investimenti reali in organici e mezzi.


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