Calabria

‘Ndrangheta, colpo alle cosche in Calabria: 19 arresti nel blitz tra Crotone, Isola e Catanzaro. I NOMI

Diciannove arresti. Diciannove persone, indagate, a vario titolo, per “associazione a delinquere del tipo mafioso”, “estorsione”, “rapina impropria”, “accesso indebito ai dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei soggetti detenuti” e “dei reati in materia di stupefacenti, anche in forma associativa”, questi ultimi aggravati dal cosiddetto “metodo” o dalle “finalità mafiose”.

I nomi

In carcere:

Rosario Capicchiano;
Antonio Catanzaro;
Pietro Comberiati;
Giuseppe Fazio;
Tommaso Gentile;
Salvatore Nicola Guarino;
Antonio Lentini;
Giuseppe Francesco Liberti;
Antonio Manfredi;
Luigi Manfredi;
Pasquale Manfredi;
Bruno Simone Morelli;
Luigi Morelli;
Giuseppe Passalacqua;
Daiane Perziano;
Carmine Serapide;
Luigina Verterame;
Giuseppe Vittimberga.

Ai domiciliari:

Antonio Morelli.

Operazione “Libeccio”

Il blitz, denominato “Libeccio”, è scattato oggi a Crotone e a Isola di Capo Rizzuto, nonché presso le carceri di Tolmezzo (UD), Spoleto (PG), Cassino (FR), Napoli Secondigliano e Catanzaro Siano. Ad eseguirlo i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Crotone, del Reparto Anticrimine di Catanzaro del Raggruppamento Operativo Speciale e della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone, supportati da quelli dei Comandi Provinciali di Cosenza e di Catanzaro, nonché del Nucleo Cinofili, dell’8° Nucleo Elicotteri e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip Distrettuale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo.

Metodologia e contesto dell’indagine

Le indagini, sviluppate dal gennaio del 2024 al luglio del 2025, mediante delle attività di osservazione, pedinamento e controllo, nonché intercettive telefoniche, ambientali e con i captatori “virus” informatici, supportate, altresì, dalle dichiarazioni rese da 11 (undici) Collaboratori di Giustizia:

* si affiancano alle risultanze delle investigazioni “BLIZZARD – FOLGORE” e “BLACK FLOWER”, eseguite nei confronti degli appartenenti alle Cosche della ‘Ndrangheta isolitane;
* hanno permesso di far luce sulle ulteriori dinamiche criminali della consorteria della ‘Ndrangheta, conosciuta come Locale di Isola di Capo Rizzuto, e, in particolare, delle Cosche “ARENA”, “MANFREDI” e “NICOSCIA”.

Struttura e resilienza delle cosche

L’attività investigativa ha documentato:

* Capacità di riorganizzazione: la loro spiccata resilienza e la capacità di ricompattarsi dopo i duri colpi subiti nel 2025 e all’inizio del corrente anno, mantenendo la loro operatività con le modalità già riscontrate nelle pregresse investigazioni;
* Evoluzione degli organigrammi: i loro attuali assetti, ove sono inseriti i cosiddetti elementi “veterani” e diverse “nuove leve” del panorama associativo locale, che hanno potuto avvalersi, altresì, dei familiari o dei conviventi degli altri soggetti già detenuti, poiché coinvolti nelle precedenti operazioni di polizia.

Attività estorsive e atti intimidatori

Sono emersi gravi indizi di colpevolezza relativamente a gravi eventi criminosi, quali le cinque estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, commesse ai danni di:

* Un notissimo Circo itinerante, presente a Isola di Capo Rizzuto nel giugno del 2024;
* Un esercizio della panificazione e un supermercato affiliato a una catena internazionale;
* Un’impresa edile locale e un’azienda della provincia di Messina. Quest’ultima forniva il nolo di mezzi a una società di Salerno attiva nella realizzazione di impianti elettrici, alla quale sono stati danneggiati diversi veicoli per un danno stimato in circa 500.000 Euro.

Il sistema della “bacinella” e il traffico di stupefacenti

È stata accertata l’esistenza di una “bacinella”, ovvero un fondo comune utilizzato per sostenere economicamente le famiglie dei detenuti e corrispondere le relative spese legali. Tale cassa veniva alimentata attraverso:

* Canali di approvvigionamento: fornitura di hashish ed eroina tramite canali napoletani, reggini e albanesi (questi ultimi operativi nell’hinterland milanese, come confermato dal sequestro di 1,100 kg di eroina effettuato a Scandicci l’8 ottobre 2024).
* Rete di distribuzione: il conseguente smercio delle sostanze nell’intera provincia di Crotone, con picchi di attività registrati durante i periodi estivi e le festività natalizie e pasquali.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »