‘Ndrangheta a Gioia Tauro, i selfie dei kalashnikov e il supermarket delle armi: così gli arrestati sono stati incastrati dalle chat
Un vero e proprio “catalogo di morte” gestito via smartphone, dove kalashnikov e panetti di tritolo venivano fotografati e venduti come in un normale e-commerce. È il cuore dell’operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che ha smantellato la nuova “Santabarbara” della cosca Molé di Gioia Tauro, pronta a riarmarsi per lo scontro con i rivali Piromalli.
L’arsenale nelle chat criptate
L’inchiesta, condotta dal Nucleo di Polizia economica finanziaria e dal Gico, è partita dall’analisi di alcune chat criptate riconducibili agli indagati. Conversazioni cifrate dalle quali è emersa la disponibilità di un vero e proprio arsenale da guerra. Le armi venivano fotografate dagli arrestati per essere vendute o scambiate con acquirenti rimasti, in parte, ignoti.
Le foto dei kalashnikov comparse nelle chat hanno consentito alle Fiamme Gialle di rilevarne la corrispondenza con le armi che i carabinieri, nel gennaio 2025, trovarono interrate nelle campagne di Gioia Tauro. Su quei fucili e pistole sono state rinvenute le impronte digitali degli arrestati, che gestivano di fatto un “supermarket delle armi”. Nella loro disponibilità c’erano anche:
600 grammi di tritolo proveniente dall’ex Jugoslavia;
Una pistola mitragliatrice tedesca risalente alla Seconda guerra mondiale.
Il profilo di “Testazza” e la riorganizzazione dei Molé
Su Salvatore Infantino, detto «Testazza», pesano anche le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia che lo inquadrano vicino ad ambienti di ‘ndrangheta. Secondo gli inquirenti, Infantino era «assolutamente funzionale al rafforzamento militare e alla conservazione del potere politico criminale della cosca Molé».
Quanto emerso nell’inchiesta va letto in relazione alle storiche frizioni tra i Molé e i Piromalli, l’altra cosca egemone a Gioia Tauro, segnata dall’omicidio del boss Rocco Molé nel 2008. Stando all’analisi dei magistrati, la cosca Molé si stava riorganizzando militarmente, dotandosi di un arsenale per tutelarsi e reagire a eventuali nuove “azioni” da parte della cosca rivale.
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