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Nazione Futura impugna il simbolo di Vannacci: “Troppo simile al nostro” | Il Fatto Quotidiano

Il 14 settembre 2023 – a meno di un mese dall’inizio delle polemiche per la pubblicazione de “Il Mondo al contrario – era stata la prima associazione a organizzare una presentazione a livello nazionale del libro del generale Roberto Vannacci. Ma a quasi due anni e mezzo da quell’incontro il rapporto tra l’ex paracadutisa, oggi europarlamentare e vicesegretario della Lega, e il movimento Nazione Futura è definitivamente compromesso. Nazione Futura ha infatti deciso di impugnare il simbolo Futuro Nazionale depositato da Vannacci perché ritenuto troppo simile al loro e quindi a rischio confusione.

“Ci faremo valere in tribunale”, aveva annunciato nei giorni scorsi Francesco Giubilei, fondatore della rivista e think tank, uno dei principali poli culturali del conservatorismo italiano vicino a Fratelli d’Italia. E dalle parole è passato ai fatti: Nazione Futura ha infatti presentato un’opposizione formale all’ufficio europeo dei brevetti, per bloccare il marchio. La risposta è attesa entro tre mesi. L’ombra di un nuovo partito guidato da Vannacci pertanto non agita solo la Lega. L’associazione accusa il leghista di fare “il gioco della sinistra” picconando, dall’interno, il Carroccio e la coalizione.

Vannacci replica a tono: “Me ne frego“, risponde sui social riprendendo un motto molto utilizzato dai fascisti. Per l’europarlamentare, l’impugnazione del logo è “un’insulsa e infondata diatriba simbologica” mirata a far crescere gli iscritti dei conservatori. E conclude provocatorio con un “La paura fa 90!“.

In comune, i due loghi hanno i colori: sfondo blu e il Tricolore su una specie di ala, che è più stilizzata per Vannacci e più lineare per i conservatori. Oltre alla somiglianza del nome con le parole invertite. Per il direttivo di Nazione Futura, il logo vannacciano può “generare confusione nel pubblico, specie se i segni sono identici o altamente simili e coprono ambiti di attività sovrapponibili“. Da qui la richiesta di uno stop.

Intanto resta in standby l’incontro tra Vannacci e il leader della Lega Matteo Salvini. “Ci sarà, ma con quello che accade in Italia è l’ultima cosa che interessa“, svicola il segretario in mattinata. E smina così le polemiche: “Nella Lega c’è spazio per tutti: Vannacci, Zaia, Giorgetti”. Intanto si riuniscono i vertici del partito a Milano per il consiglio federale. Le priorità sono il pacchetto sicurezza e la manifestazione del 18 aprile pro remigrazione. Un tema molto caro a Vannacci, che domani però non ci sarà: “Sono a Bruxelles, forse mi collegherò“. Anche se assente, il generale continua comunque a provocare malumori.


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