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Nazionale, dall’interrogazione parlamentare ad Abodi: Gravina nel mirino

La terza esclusione dai Mondiali dell’Italia ha impiegato pochi minuti a diventare argomento politico. I primi post sui social sono arrivati nella notte tra martedì e mercoledì, appunto subito dopo la sconfitta degli azzurri in Bosnia ai calci di rigore. Come quello della Lega, che ha chiesto a gran voce le dimissioni del presidente della Figc Gabriele Gravina, definito “una sciagura per il calcio”. Le ore successive, complici anche le parole in conferenza stampa del numero uno della Federcalcio, sono state anche peggio.

L’interrogazione bipartisan

L’ultima, in ordine temporale, la rilancia l’Adnkronos, ed è una interrogazione a risposta scritta al premier Giorgia Meloni e al ministro dello Sport Andrea Abodi depositata stasera da circa quaranta senatori di maggioranza e opposizione. Tra i temi c’è la rifondazione del sistema calcio e, ovviamente, il ruolo di Gravina.

La Russa: “La Nazionale è un porto franco”

Sull’esclusione dell’Italia dai Mondiali si è espresso anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che è tornato a ribadire le sue “perplessità” sul commissario tecnico Gennaro Gattuso. “Non chiedo la testa di nessuno, dico soltanto che a tutto c’è un limite, non si capisce perché la Nazionale è un porto franco”.

Abodi: «Il calcio italiano va rifondato»

“È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”, è stato il commento del ministro per lo Sport, Andrea Abodi. “Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiani, reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport”, ha aggiunto.

La raccolta firme (smentita) di Lotito per far dimettere Gravina

C’è stata anche la voce di una raccolta firme per far dimettere Gravina. Alcuni senatori hanno raccontato di essere stati contattati dal senatore di Forza Italia per aderire, ma la narrazione è stata subito smentita da fonti vicine al presidente della Lazio.


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