Nave da guerra modificata e missili Tomahawk: così il Giappone stringe i muscoli
Il Giappone ha ulteriormente rafforzato la propria postura militare. Tokyo ha infatti dotato una delle sue principali unità navali della capacità di lanciare missili da crociera a lungo raggio, una scelta dettata dalle crescenti tensioni presenti nell’Asia-Pacifico nonché dalla volontà di potenziare la propria deterrenza nei confronti dei potenziali avversari regionali come Cina e Corea del Nord.
La mossa del Giappone
Secondo quanto riportato da Nikkei Asia, il cacciatorpediniere Aegis Chokai della Forza marittima di autodifesa è diventato la prima nave giapponese in grado di trasportare e lanciare missili Tomahawk di produzione statunitense. Le modifiche sono state completate con successo negli Stati Uniti, presso un cantiere della Marina americana, e rappresentano un passaggio chiave nella costruzione delle cosiddette “capacità di contrattacco”.
I Tomahawk, con una gittata di circa 1.600 chilometri, consentono teoricamente di colpire obiettivi in profondità, inclusi territori di Paesi come Cina e Corea del Nord. Il ministro della Difesa nipponico, Shinjiro Koizumi, ha sottolineato che questa nuova capacità ha un “grande significato” nel ridurre il rischio di attacchi contro il Giappone, rafforzando la credibilità della deterrenza.
La Chokai dovrà ora completare una fase di test operativi, tra cui esercitazioni di tiro reale e addestramento dell’equipaggio, prima di rientrare in servizio attivo previsto entro settembre. L’integrazione dei Tomahawk, già utilizzati in scenari di conflitto recenti, è resa possibile dal sistema di lancio verticale Mk-41, standard nelle unità Aegis.
La trasformazione della nave da guerra di Tokyo
La trasformazione della Chokai è parte di una strategia più ampia che punta a dotare il Giappone di strumenti avanzati per colpire a distanza, riducendo la dipendenza esclusiva da sistemi difensivi.
Tokyo ha già avviato l’acquisto di circa 400 missili Tomahawk e prevede di equipaggiare progressivamente tutti gli otto cacciatorpediniere Aegis della propria flotta. Parallelamente, le Forze di autodifesa stanno sviluppando sistemi nazionali, come la versione potenziata dei missili Type-12, destinati a sostituire in futuro quelli di produzione americana con capacità analoghe.
Ebbebne, una simile evoluzione riflette una crescente preoccupazione per il rafforzamento degli arsenali missilistici nella regione, che secondo le autorità giapponesi è aumentato sia in termini qualitativi
che quantitativi. Il concetto di “stand-off”, ossia colpire da fuori dal raggio delle difese nemiche, è al centro di questa strategia, che mira a scoraggiare qualsiasi aggressione rendendo evidente la capacità di risposta.
Source link




