Naufragio di Cutro, rinviato il processo sui ritardi nei soccorsi: si parte il 30 gennaio

È stato rinviato prima ancora di iniziare il processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love, il cui naufragio, avvenuto il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, ha causato la morte di 94 persone, tra cui 35 minori, alcuni di pochi mesi, oltre a un numero imprecisato di dispersi.
La decisione è stata comunicata questa mattina in apertura di quella che avrebbe dovuto essere la prima udienza davanti al Tribunale di Crotone. Il procedimento era stato inizialmente assegnato a una sezione già impegnata ogni mercoledì in un maxi processo contro la ’ndrangheta con 101 imputati. Da qui la necessità di attribuire il dibattimento a un nuovo collegio giudicante.
Nuovo collegio e stop alle riprese tv
Il processo prenderà il via il 30 gennaio davanti al collegio composto dai giudici Alfonso Scibona (presidente), Giuseppe Collazzo e Glauco Panattoni (a latere). Con un’ordinanza, il Tribunale di Crotone ha inoltre disposto il divieto di riprese televisive, ritenendo «indispensabile garantire il sereno e regolare svolgimento dell’istruttoria dibattimentale».
Le attività processuali saranno documentate esclusivamente attraverso la fono e videoregistrazione ufficiale eseguita dal personale tecnico del Tribunale. Per i giudici, il diritto di cronaca sarà comunque garantito dall’accesso dei giornalisti in aula.
Gli imputati e le parti civili
Sono sei gli imputati: quattro appartenenti alla Guardia di finanza e due alla Guardia costiera. Si tratta di Giuseppe Grillo (57 anni), capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia; Alberto Lippolis (51), comandante del Roan di Vibo Valentia; Antonino Lopresti (52), ufficiale in comando tattico della Guardia di finanza; Nicolino Vardaro (53), comandante del Gruppo aeronavale della Finanza di Taranto; Francesca Perfido (41), ufficiale della Guardia costiera in servizio presso l’Imrcc di Roma; Nicola Nania (52), in servizio al V Mrsc della Capitaneria di porto di Reggio Calabria. All’udienza odierna erano presenti in aula solo Vardaro e Perfido.
Le parti civili ammesse sono 86, tra sopravvissuti, familiari delle vittime e organizzazioni non governative. Sulla presenza delle ong si è aperta anche una polemica a distanza, dopo che il sindacato Usif della Guardia di finanza aveva espresso il timore di possibili pressioni sui giudici.
Le polemiche e la voce delle ong
A replicare è stata l’avvocata Lidia Vicchio, legale di alcune parti civili, sottolineando che «in uno stato di diritto è diritto delle parti civili tutte presenziare alle udienze». Le ong Emergency, Louise Michel, Mediterranea Saving Huma.
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