Emilia Romagna

Nasce a Forlì-Cesena il Comitato della società civile per il No alla riforma della giustizia – Forlì24ore.it

Anche a Forlì e Cesena è nato il Comitato della società civile per il NO alla Riforma Costituzionale della Giustizia

Costituito il Comitato locale “Meglio dire NO”: avviate iniziative informative e raccolta firme contro la riforma costituzionale proposta dal ministro Nordio

Si è costituito anche nel territorio di Forlì-Cesena il Comitato della società civile per il No alla riforma costituzionale della giustizia. Il Comitato locale, che ha assunto la denominazione “Meglio dire NO”, nasce con l’obiettivo di informare cittadini e cittadine sui contenuti della riforma e promuovere la partecipazione al referendum.

Secondo quanto riferito dal Comitato, le due serate pubbliche di costituzione hanno registrato una partecipazione significativa, grazie all’interesse dimostrato da cittadini e associazioni del territorio. Nel corso delle assemblee aperte sono state fornite informazioni anche sulla raccolta firme, che prosegue sia online sia in forma cartacea, nonostante sia già stata superata la soglia delle 500 mila sottoscrizioni necessarie.

Il Comitato locale, composto da numerose realtà territoriali e con un elenco di adesioni in continuo aggiornamento, collaborerà con il Comitato a difesa della Costituzione per il No al referendum, nato su iniziativa dell’Associazione Nazionale Magistrati. Sempre secondo le indicazioni fornite dal Comitato, è stato nominato coordinatore Carlo Sorgi, già magistrato, affiancato da Vincenzo Andreucci per il coordinamento del territorio. Una scelta che, sottolineano dal Comitato, è stata effettuata senza ricorrere al metodo del sorteggio.

Nelle proprie considerazioni, il Comitato afferma che l’obiettivo principale dell’iniziativa è far conoscere la natura della riforma proposta dal ministro Nordio, ricordando una sua dichiarazione apparsa sulla stampa: “Non ho difficoltà a riconoscere che la riforma non risolve nessuno dei problemi della giustizia”. Secondo il Comitato, la riforma non può essere giustificata nemmeno con la separazione delle carriere, poiché i passaggi tra le funzioni riguardano oggi solo poche decine di magistrati e sarebbero stati risolvibili con una legge ordinaria, senza modificare la Costituzione.

Il nodo centrale della riforma, secondo il Comitato per il No, riguarda invece la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura, organo costituzionale di autogoverno della magistratura. L’attuale sistema, basato sull’elezione dei magistrati da parte dei colleghi e dei componenti laici da parte del Parlamento, verrebbe sostituito da un meccanismo che prevede il sorteggio puro per i magistrati e un sorteggio temperato per la componente di nomina parlamentare.

A giudizio del Comitato, questo sistema favorirebbe una maggiore compattezza della componente politica rispetto a magistrati sorteggiati casualmente, indebolendo il CSM e riducendone la rappresentatività. Il sorteggio viene definito una mortificazione per la magistratura e un metodo estraneo agli organi di rilevanza costituzionale, in contrasto con il principio democratico della scelta dei propri rappresentanti e con l’equilibrio tra i poteri previsto dalla Costituzione.

Sempre nelle proprie valutazioni politiche, il Comitato richiama un’ulteriore dichiarazione del ministro Nordio, interpretata come un tentativo di ridurre il controllo sull’operato della politica, ritenuto uno degli effetti più critici della riforma.

Il Comitato “Meglio dire NO” invita infine chiunque voglia aderire all’iniziativa o conoscere il calendario delle prossime iniziative a mettersi in contatto con i promotori, ribadendo l’appello a difendere la Costituzione attraverso una partecipazione consapevole al referendum.


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